VARESE Prorogata di un mese l’entrata in funzione della Crs (Carta Regionale dei Servizi) come carta sconto per la benzina, e adesso il pin si può chiedere anche al centro commerciale. Sono queste le due novità comunicate ieri dalla Regione dove pur con un discreto ritardo stanno cercando di far fronte alle numerose difficoltà. Prima di tutto ci sono quelle per il rilascio del pin, il codice indispensabile per utilizzare
la Crs come carta sconto al posto del vecchio tesserino, che dipendono dal sovraffollamento degli sportelli dedicati allo scopo. Proprio per questo, oltre a prolungare l’orario degli sportelli stessi e ad aggiungere delle aperture straordinarie, sono stati aggiunti ai più classici Comune, Asl e Ster, degli spazi dedicati alle Corti e a Belforte, per quanto riguarda Varese, oltre che ai centri commerciali di Coquio, Mesenzana, Cugliate Fabiasco e Gavirate in provincia.
Ampliata e prolungata, la consegna del codice che permette di utilizzare la Crs per lo sconto benzina nelle intenzioni dovrebbe creare un po’ meno problemi di quanti non ce ne siano adesso. Anche perché la prospettiva è tutt’altro che rosea, secondo chi se ne sta occupando ed è a contatto diretto con il pubblico: secondo le stime più ottimistiche fino a questo momento i pin rilasciati non sono arrivati che alla metà. «Mercoledì è stata una giornata tremenda», commenta Nicoletta Zucchi che si occupa dell’ufficio anagrafe di Palazzo Estense dov’è ospitato in questa fare uno sportello dell’Asl dedicato al rilascio pin. «Si vedeva proprio la gente arrabbiata, e avevano tutte le ragioni di esserlo. C’è chi ha dovuto aspettare oltre due ore. Alle due del pomeriggio avevo ancora una cinquantina di persone in coda ad aspettare nonostante avessimo chiuso le porte da un pezzo, ormai è questo lo standard». In questo periodo i ritmi di lavoro per chi sta allo sportello collocato in Comune sono qualcosa di estenuante, come racconta la responsabile: «Abbiamo lo sportello presidiato senza tregua. C’è l’impiegato di turno che non si alza dalla sedia da quando entra a quando esce dall’ufficio, e se deve andare in bagno chiama un collega che lo sostituisca almeno per qualche minuto».
Il vero e proprio boom di accessi da parte dei cittadini è iniziato verso la metà di gennaio; fino ad ora si stima siano stati rilasciati circa 10 mila pin soltanto nel palazzo comunale, o forse qualcuno in più. Le persone che si sono presentate sono state circa 7 mila, ma la maggior parte arrivano con la propria crs e con quella dei familiari in modo da evitar loro la stessa, estenuante attesa in coda. Male, per il
tempo necessario al servizio del singolo utente che si prolunga anche se solo di pochissimi minuti (quando il sistema informatico non si blocca ce ne vogliono un paio per una tessera); bene, invece, per l’afflusso totale di persone che in questo modo viene sfoltito in misura anche consistente. Da dare comunque restano ancora moltissimi pin, e la maggior parte di chi ancora non l’ha richiesto, se il trend non cambierà nel prossimo mese, si orienterà prevalentemente in Comune.
Nel frattempo dalla regione arriva una proposta interessante ma probabilmente un po’ tardiva: inviare a casa il pin per attivare la carta regionale. Viene dal leghista Fabrizio Cecchetti, presidente della commissione Bilancio, che l’ha presentata in un’interrogazione. «Sarebbe utilissima anche adesso», commenta l’addetta ai lavori in Comune, «certo che accogliere la nostra stessa richiesta portata ai tecnici qualche mese fa avrebbe evitato parecchi problemi».
Francesca Manfredi
e.marletta
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