Scontrino fiscale o chiusura A Varese negozi in rivolta

Scontrino fiscale o chiusura A Varese negozi in rivolta

VARESE Senza scontrino il negozio rischia la chiusura. La manovra è solo in bozza e dovrà superare il fuoco di fila di emendamenti che s’annunciano numerosi ma già scontenta gli esercenti varesini.

Nel giro di vite contro l’evasione fiscale arriva, infatti, la tolleranza zero per chi dimentica scontrini e fatture con la possibilità di sospendere l’attività. Nella bozza della manovra anticrisi, che ha già in calce la firma del Capo dello Stato, nella parte relativa al cosiddetto “spesometro” già in vigore dal primo luglio, si prevedono infatti maggiori sanzioni, fino appunto alla sospensione dell’attività, per mancata emissione di fatture o scontrini fiscali.

E c’è anche l’ulteriore tracciabilità di tutte le transazioni superiori ai 2.500 euro, con comunicazione all’Agenzia delle Entrate delle operazioni per le quali è prevista l’applicazione dell’Iva. La possibilità di vedersi abbassare a forza le serrande, a Varese, non raccoglie consensi tra gli esercenti del centro città. Anzi.

«Qualche anno fa si parlava addirittura di eliminare lo scontrino, ma a me non crea problemi farlo – spiega Federica Mascetti, titolare del negozio “Dal mondo” – Mi fa un po’ ridere che cerchino l’evasione nel campo del commercio. Con l’uso di carte di credito e bancomat, poi, rimane tutto rintracciabile. Questa scelta mi dà l’idea di leggi fatte da chi non ha esperienza nel campo e non ci lavora. Dovrebbero chiedere a chi è a contatto con il mercato. I turisti, per esempio, non sarebbero tenuti a saperlo. In tempo di crisi forse, le maglie andrebbero allentate e non strette. Siamo troppo statici e non c’è movimento di denaro. Forse non si rendono conto che sono ben altri gli ambiti in cui si evade sistematicamente».

Secondo Arianna che si occupa de “Il Clan donna”, «la norma è esagerata, ci sarebbero tante altre cose da cambiare prima. Uno scontrino può non essere emesso regolarmente e allora ci può stare la multa, con la regola del “chi sbaglia paga”. Così però andiamo da un estremo all’altro».

«Mi sembra un provvedimento eccessivo – le fa eco la responsabile del negozio IlaB, Monica Giudici – Non vedo come la mancata emissione di uno scontrino fiscale possa determinare il futuro di un’attività. Tutti siamo disposti a sacrifici, ma non dovrebbero essere sempre gli stessi a pagare».

Di opinione leggermente discordante Yvonne Rosa di 3nd: «Io sono d’accordo, perché gli scontrini li faccio sempre. Anche se sarebbe inutile per chi, come me, è negli studi di settore, per i quali si paga in base a metratura del negozio, numero dei dipendenti e bollette».

Valeria Bosoni, dell’omonima valigeria pensa che: «Alla fine danno l’idea di prendersela sempre con gli stessi, perché la sanzione inciderebbe soprattutto sui piccoli negozi. Due anni fa sembrava che lo scontrino fiscale dovesse scomparire, oggi questa novità. A chi, come noi, fa sempre lo scontrino questa regola non cambia la vita. La trovo comunque esagerata perché l’errore umano ci può sempre essere».
Laura Botter

e.marletta

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