Scrivete sul muro biancorosso Disfattisti e gufi alla larga

Scrivete sul muro biancorosso Disfattisti e gufi alla larga

di Andrea ConfalonieriVARESE Basta rimpianti. Basta parlare di smantellamento (alle ore 23 di ieri se ne erano andati in due: Pisano ed Ebagua, che solo uno sceicco o un petroliere russo avrebbe potuto trattenere). Basta disfattismo come quello di qualcuno su Facebook, che riassumiamo in questa frase: «Bisogna accendere un cero per arrivare diciassettesimi. Se salviamo la B c’è da festeggiare». C’è da festeggiare se persone come questa, invece di accendere un cero, urleranno Forza Varese. C’è da festeggiare e suonare le campane di San Vittore fino a consumarle se resteremo in B con una club familiare che fa i miracoli senza un solo varesino nella proprietà (Dove sono? Cosa fanno?). C’è da festeggiare, magari all’ultima giornata o con la forza di cambiare in corsa se qualcosa andasse storto. C’è soprattutto da credere perché otto-nove squadre sono scommesse come noi ma non ne esiste una con il pubblico del Franco Ossola, un’ambiente che fa la differenza e un’ossatura di squadra che solo i ciechi vedono smantellata (Pesoli, Neto, Zecchin e Carrozza sono giocatori del Varese; come De Luca e i gioielli della Primavera che Montemurro e Milanese farebbero bene ad aggregare alla prima squadra perché sono forti e creano quell’identità che porta più lontano dei nomi). E’ ora di suonare la carica. E’ ora di smetterla con le solenni bocciature a priori (i consigli, però, sono ben accetti). E’ ora di amare prima di tutto il Varese e poi i

giocatori che ne facevano o ne faranno parte. E’ ora di essere orgogliosi di sfidare la Sampdoria, il Brescia, il Verona, il Bari, il Torino. E’ ora di scendere dalla luna, tornando sulla terra dove siamo sempre stati (un anno fa, non siamo partiti per salvarci, fieri di poterlo fare)? E’ ora di aprire il muro biancorosso per farci (farvi) sentire. Di sentirci forti per quello che siamo, piccola e onesta ma gloriosa squadra. Per quanti siamo (tanti) e come siamo (affamati). Non lasciamo vincere gufi, menagramo, piagnoni o inguaribili malinconici. Diciamo alla società cosa ci piace e cosa c’è da fare: ma ognuno di noi cosa farà per difendere la serie B? Niente sconti a nessuno, chi sbaglia se ne assumerà le responsabilità, ma intanto buttiamo il cuore oltre l’ostacolo. Ci ha colpito un messaggio sul sito “Orgoglio varesino”: «Negli ultimi 10 anni non c’è stato un giocatore preso di mira come Benny Carbone da noi tifosi varesini. Sia a Pavia che a Varese erano duelli, dal riscaldamento al dopopartita. Quello che ci è sempre piaciuto di quest’uomo è il fatto che non si è mai nascosto e ha fatto di tutto per farci arrabbiare o replicarci. Quando ha potuto, ci ha pure segnato un golletto. Se la forza che aveva in campo la trasmetterà dalla panchina, dobbiamo dargli una possibilità». Questo pensa chi ama il Varese: iniziamo a fare squadra, il resto verrà. O lo faremo avvenire noi.

a.confalonieri

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