VARESE Consegnò tutti i risparmi di famiglia – 600 milioni di lire nel lontano 1996 – a quel parente attempato ma di bella presenza e parlantina sciolta, ben addentro agli ambienti di certa finanza, che gli prometteva interessi annui del 6%. Persona di sicura competenza, all’apparenza anche affidabile. Ma ora, quindici anni dopo, si ritrova con un pugno di mosche in mano. Il suo dramma è approdato ieri in tribunale a Varese: un
barista dell’Alto Varesotto, si è costituito parte civile nei confronti di un sedicente promotore finanziario milanese, Italo Fontana, classe 1931, già noto alle cronache giudiziarie per avere patteggiato, nel gennaio del 2006 in tribunale a Bassano del Grappa, 16 mesi di reclusione per raccolta abusiva del pubblico risparmio ed intermediazione illecita. Con lui, affidato allo stesso avvocato, Alberto Zanzi, anche un conoscente, un idraulico dello stesso paese, creditore dello stesso faccendiere per 420mila euro.
Non che l’imputato fosse un improvvisato: anzi, tutt’altro, ci capisce, forse anche troppo, per avere lavorato a lungo come bancario in Ticino e in Lussemburgo. Una volta in pensione, sfruttando le sue conoscenze nell’ambiente, si è trasformato in banchiere tout court, inventandosi una serie di società, Transalp Holding e Transalp Sa, in paradisi fiscali come Panama, dove ha fatto confluire il danaro raccolto tra i suoi risparmiatori. E che cifre. Se a Varese il capo di imputazione per lui e per i figlio (Alessandro, 46 anni), per i reati di truffa in un caso e violenza privata nell’altro, parla di poco più di 700mila euro, le indagini svolte dalla procura di Bassano del Grappa avrebbero accertato una raccolta abusiva per 33 milioni di euro, e illeciti trasferimenti all’estero per 18 milioni. Particolarità: tra i suoi clienti, anche un alto magistrato, un ammiraglio, un generale dei carabinieri.
A denunciarlo a Varese ancora nel 2006 sono stati gli stessi suoi clienti, quando la Guardia di finanza ha chiesto loro di giustificare quei prelievi di danaro, a botte di 30mila euro alla volta, dal loro conto in banca. Li consegnavano in contanti a Italo Fontana, hanno raccontato. Da accertare il coinvolgimento del figlio Alessandro: lo stabilirà una perizia grafologica su un documento del 2005, relativa ad un versamento di 80mila euro da parte dell’idraulico. Prossima udienza il 3 ottobre.
e.marletta
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