– «L’unica volta che mi sono assentata dall’edicola in estate? Nel 1984, per andare in viaggio di nozze. Ma non abbiamo di certo chiuso le serrande: nel chiosco è rimasta mia suocera».
Se chiedi ad perché terrà aperta l’edicola di piazzale Kennedy anche ad agosto, la signora ti guarda come se non avesse capito la domanda: per lei e per suo marito si tratta della cosa più normale e scontata del mondo. «Cosa facciamo? Lasciamo la città senza giornali?».
Continua il nostro “Aperti per ferie”, il viaggio alla ricerca dei commercianti che diranno di sì al lavoro nell’estate varesina.
Vogliamo conoscere il loro nome e il loro volto, ascoltare le loro storie e le motivazioni di una scelta. Noi ad agosto saremo qui: desideriamo capire chi ci farà compagnia sotto il solleone della Città Giardino.
Non è una sorpresa trovare il conforto della mitica edicola Toscani, incastonata tra le due stazioni varesine.
Da quel lembo di marciapiede immerso nel traffico e nella vita, il signor Augusto, sua moglie Anna Maria e prima ancora la famiglia di Augusto hanno guardato passare il mondo, le stagioni e i loro cambiamenti dal 1973.
Prima ancora la famiglia Toscani ha posseduto un’edicola a Casbeno: il mestiere è dunque un’arte tramandata da generazioni. Nella nuova sede l’antesignana fu la madre di Augusto, che restò a gestire l’esercizio fino agli anni 80.«Poi, piano piano, si è allontanata, decisamente a malincuore – spiega Anna Maria – Per lei è stato difficile staccarsi dal lavoro». Il motivo è la passione, quella che è stata tramandata ai successori ed è ben percepibile anche oggi. Nella piccola struttura, nonostante un condizionatore portatile, il termometro segna 32 gradi: sarebbe
da solo un buon motivo per sognare il mare e le spiagge bianche. E invece no: «Chiudere ad agosto? Mai. Già in centro Varese non ci sono quasi più edicole. Se ce ne andiamo anche noi cosa fa la gente?». I clienti non mancano mai: «Al mattino si lavora sempre e anche tanto. Poi è normale, con questo caldo, che al pomeriggio le persone un po’ scarseggino e se ne stiano rintanate in casa. L’unica libertà che ci prendiamo, allora, è quella di smontare un’ora prima rispetto al normale».
Una volta, fra esercizi di questo tipo, si facevano i turni. Oggi, al di là del numero esiguo di punti vendita rimasti, questa possibilità esiste ancora, ma non è più sfruttata da nessuno: «E chi li vuole fare con la crisi che c’è? – si chiede la titolare – In vacanza ci va solo chi se lo può permettere».
Dal suo punto di osservazione privilegiato, però, Anna Maria osserva anche questo: «Finite le scuole, Varese si è svuotata. Allora mi chiedo: dov’è questa crisi? Se c’è, direi che si nasconde bene».
Ci rivolgiamo a tutti i commercianti di Varese e provincia: chi tiene alzate le serrande del proprio negozio ad agosto?
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