Sempre più armi. È una Varese “texana”

I varesini e la passione per le armi: sono 1.751 i porti d’arma per uso sportivo rilasciati negli ultimi 12 mesi dalla questura di Varese. Piacciono molto poligono e tiro a volo, la caccia resta un must ma i porti d’arma specifici sono in diminuzione. Un fenomeno trasversale: chi fa domanda per possedere ed utilizzare un’arma ha un’età compresa tra i 25 e 65 anni, i tiratori più giovani prediligono pistole e carabine da poligono.

I dati forniti dalla questura rivelano un lento ma costante aumento delle richieste: ogni anno un 2% in più di appassionati presenta domanda per ottenere un porto d’armi.

Un iter complesso

E c’è chi si diletta a sparare anche all’estero: negli ultimi 12 mesi sono state 183 le licenze europee per la caccia rilasciate, oltre alle 21 rinnovate dalla questura varesina. Minima l’incidenza dei porti d’arma per difesa personale: soltanto sei i nuovi rilasciati dagli uffici di piazza Libertà negli ultimi 12 mesi. Questo perché l’iter per ottenere questo specifico permesso è particolarmente complesso: in particolare il richiedente dove motivare la propria esigenza in modo inconfutabile. Nello specifico a richiedere maggiormente questa tipologia di porto sono guardie giurate e commercianti, in entrambi i casi le motivazioni sono strettamente collegate all’ambito professionale.

Questi i principali dati sulla detenzione legittima delle armi da fuoco: la presenza sul territorio di armi clandestine o non registrate è altrettanto massiccia. Fattore collegato principalmente alla presenza sul territorio di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata.

Sul fronte regolare la passione per le armi da fuoco in provincia (il nord del territorio spara più del sud, almeno legalmente) è confermata anche dalla sezione varesina del tiro a segno nazionale: «Diciamo che in un momento economico particolare come quello attuale qui noi non conosciamo crisi – spiegano dagli uffici – Anzi abbiamo registrato un leggero incremento». I frequentatori abituali di questo solo sito sono in media 600 all’anno. E si tratta soltanto dei tiratori specializzati nel tiro a volo, disciplina sportiva differente da quella praticata nei poligoni.

In un anno 50 rinnovi rigettati

La presenza di armi sul territorio conta anche 395 permessi rilasciati dalla questura per la sola detenzione di armi da fuoco, sono invece 38 le pratiche avviate negli ultimi 12 mesi per ragioni di successione: curiosamente la maggior parte dei richiedenti è donna. Nella sostanza vedove che avendo ereditato l’arma del marito devono per legge avviare la pratica di successione per continuare a detenerla legalmente. Il porto d’armi, complesso da ottenere, deve essere rinnovato ogni anno: la questura in quest’ambito valuta la situazione.

Se nell’arco degli ultimi 12 mesi la situazione psico fisica del richiedente è mutata, se ha avuto problemi anche piccoli con la giustizia, scatta in automatico il rigetto. E sono 50 i rinnovi rigettati nell’ultimo anno in provincia di Varese. Collegato a questo dato c’è una percentuale: chi si vede rigettare il rinnovo del porto d’armi ha la possibilità di ricorrere contro il provvedimento.

I varesini ricorrono nel 99% dei casi dimostrando un attaccamento ferreo al loro permesso di sparare.n

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