VARESE Varese sarebbe un «gruzzolo dell’umanità». Anzi, una città proprio brutta. Dove non c’è un’opera d’arte né un segno storico che la valorizzi. Secondo l’Espresso, la nostra città avrebbe soltanto «centinaia e centinaia di case, due giardinetti pubblici con scivolo ed altalena, una sala da biliardo e un coiffeur per cani». Sono proprio queste le parole che Michele Serra, opinionista del settimanale, aveva usato nella sua rubrica «Satira preventiva» per definire
Varese ed i suoi abitanti. Tutto giocato sull’ironia e sul filo del paradosso, l’intervento dipingeva la città giardino come un luogo brutto, arretrato sul piano della cultura e della civiltà. Satira? Ovviamente sì. Ma gli amministratori locali del Carroccio – Fontana quanto Galli – non la presero affatto bene. Così alcuni giorni fa la giunta comunale ha deliberato di querelare l’autore del pezzo ed il giornale che lo ha pubblicato.
Più che satira preventiva si tratta di satira ignorante – spiega Fontana – perché Serra ha lanciato un attacco gratuito alla nostra città, offendendo tutti i cittadini indipendentemente dalla visione politica di ognuno. Un attacco dettato dall’odio ideologico, visto che lo scopo era prendersela con la Lega. Ma che è andato fuori dall’ambito politico, perché ha insultato un’intera comunità». Insulti “ignoranti”, come ha detto il sindaco, perché Serra, ironizzando su Varese e sulla presunta mancanza di cultura e valore artistico della nostra città, si è involontariamente tirato la zappa sui piedi. L’editorialista ignora infatti, come sottolinea Fontana, che l’Unesco un ricnoscimento a Varese l’ha dato: è quello per il Sacro Monte.
L’attacco di Serra verteva infatti sull’ironia contro la città giardino. Ecco infatti le parole che Serra ha scritto contro Varese, nel paragrafo intitolato “Valorizzazione di Varese”. «È la città più vicina a Malpensa – scrive il giornalista – ma inspiegabilmente il suo enorme potenziale turistico è sottovalutato. Soprannominata “la Firenze del Nord” dall’assessore leghista Walter Garlusio, detto “il Casciabàl”, Varese dispone di centinaia e centinaia di case, due giardinetti pubblici con scivolo e altalena, una sala biliardi e un coiffeur per cani. Non avere valorizzato questo immenso giacimento culturale, sostiene la Lega, è stato un grave errore. Chiederemo all’Unesco di riconoscere a Varese lo status di patrimonio dell’umanità. I funzionari dell’Unesco, in visita a Varese, si sono detti disposti a concedere, al massimo, lo status di gruzzolo dell’umanità». E dire che Serra è nato Roma, ma qualche anno a Milano l’ha vissuto. Non è bastato questo a fargli apprezzare le realtà della Lombardia.
E adesso riceverà una “cartolina” dalla città giardino formato querela. «Abbiamo dato mandato ad un avvocato di procedere con la querela – sottolinea il sindaco Fontana – spetterà al legale valutare gli estremi. Sicuramente ravvedo quello di diffamazione. Ma penso che si possano trovare anche altri capi d’imputazione, vista l’aggressività con cui è stato redatto l’articolo. Un gesto necessario per difendere la nostra città. Che in quanto a ricchezza culturale e artistica non ha certo nulla da invidiare».
Marco Tavazzi
e.marletta
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