VARESE (m.tav.) «Gentile sindaco, temo ci sia un equivoco. Io ho scritto due colonnine di satira, lei lo ha letto come se fosse un capitolo del rapporto Censis dedicato a Varese. Tra i due linguaggi esistono alcune differenze. Comunque, grazie dell’attenzione e tante buone cose». Così Michele Serra, sull’Espresso, ha replicato alle rimostranze del sindaco Fontana. Ma evidentemente il chiarimento non c’è stato se è vero che in un momento successivo la giunta cittadina ha provveduto a querelare il giornalista-scrittore. A Varese in ogni caso è polemica. «La satira fa parte della libertà di stampa, attaccarla vuol dire non rispettare la democrazia» dice Fabrizio Mirabelli, consigliere del Pd. L’amministrazione ritiene lesa l’immagine di Varese. Ma secondo il Pd la denuncia avrebbe scopi più “politici”. «Leggendo la delibera di giunta – dice Mirabelli – si vede che ai primi punti
della motivazione della querela c’è il fatto che Serra avrebbe criticato la gestione della crisi di Malpensa da parte della Lega e delle istituzioni. Ora, credo che il Carroccio, se si sente diffamato, possa ricorrere ai propri avvocato per denunciare il settimanale. Non c’è bisogno che si muova un’amministrazione». E il consigliere del Pd critica anche la scelta di affidare ad un avvocato esterno al Comune il compito. «Se proprio vogliono andare avanti, perché non ricorrere alle professionalità presenti all’interno di Palazzo Estense? Penso che il Comune di Varese disponga di avvocati abbastanza bravi per seguire un compito del genere. Affidare il lavoro ad un esterno significa solo buttare via soldi pubblici». Mirabelli attacca poi a sua volta l’azione della Lega su Malpensa: «Dire che il Carroccio si è disinteressato per anni al problema dell’aeroporto è semplicemente dire la verità».
e.marletta
© riproduzione riservata













