Serrande chiuse per tristezza In Galleria muore anche il gelato

Serrande chiuse per tristezza
In Galleria muore anche il gelato

La Varese che non chiude e si sente viva anche ad agosto ha un contraltare evidente in Galleria Manzoni.

Se i tavolini brulicanti di persone in corso Matteotti, i tanti negozi aperti e il classico struscio mattutino ben frequentato sono una vista che ristora l’umore dei “costretti a casa”, basta fare quattro passi in più per trovare il deserto dei Tartari metropolitano. E respirare un’ampia boccata di malumore e desolazione.

Non c’è anima viva che scelga di addentrarsi in Galleria in una tarda mattinata di piena estate e non c’è onestamente modo di criticare tale scelta. Quasi tutte le serrande sono abbassate, con il paradosso di trovare saracinesche giù anche presso negozi che in realtà stanno svolgendo regolarmente la loro attività: non una bella immagine da dare di sé.

A chi poi dovesse obiettare che andare in ferie ad agosto è normale, si può rispondere invitandolo ad una ricognizione: i negozi non sembrano solo chiusi per ferie, sembrano serrati per “tristezza”. E la colpa non è certo dei rispettivi titolari, gente che mette ogni giorno passione nel proprio lavoro e fa tutto quanto è possibile; è del contesto che si è creato.

Poca luce a causa di lampioni che quando non funzionano non vengono cambiati, arredamento urbano vecchio e decisamente poco attraente, pulizia non sempre delle migliori e lasciata spesso ai commercianti pur non essendo compito loro, i problemi – affrontati il mese scorso – della spazzatura abbandonata e del puzzo di urina di chi non trova niente di meglio da fare che “liberarsi” in loco: sono queste le Colonne d’Ercole invalicabili del luogo, i motivi dello scarso interesse dei potenziali utenti e dell’esasperazione dei negozianti.

Galleria Manzoni è una figliastra di Varese: i tempi in cui era un gioiellino dello shopping cittadino, nonché meta di investimenti commerciali, paiono assai lontani.

Fra poco un altro pezzo storico del luogo verrà meno: la gelateria Anny Rose è ufficialmente in vendita e si spera di trovare qualcuno disposto a rilevarla per continuarne la missione.

Altrimenti la Galleria perderà anche l’ultimo punto di ritrovo esistente, i suoi tavolini messi stoicamente fuori a dare una parvenza di vivacità, la pervicacia di persone come che hanno investito tempo e denaro credendo nel progetto di un’attività in pieno centro, ottenendo in cambio tanti bocconi amari da buttare giù.

I progetti per rivoluzionare piazza della Repubblica tengano conto anche di questa landa – non lontana – totalmente da rilanciare.

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