«Quando gente moderata come noi scende in piazza, vuol dire che siamo proprio alla frutta». Questo il commento dei manifestanti che hanno aderito all’iniziativa “Semplicemente in Silenzio” di ieri mattina, promossa dal consigliere comunale di Movimento Libero per protestare e fare il punto della situazione su diverse emergenze del Paese.
«La politica deve saper ascoltare – spiega Nicoletti – Chiediamo di essere ascoltati in merito a tematiche sentite da tutti i cittadini: una pressione fiscale record al 44,3%, una disoccupazione record al 12,7% (41,6% quella giovanile) e una spesa pubblica fuori controllo a 800 miliardi di euro».
«La Tares, ad esempio, ha messo in croce 1.500 attività a Varese. Sono tutte cose che gridano allo scandalo: ci siamo, quindi, sentiti in dovere di essere promotori di questa iniziativa. Le cose devono cambiare».
Composti, in fila indiana e con i propri cartelli di protesta in mano, i circa quaranta/cinquanta manifestanti si sono dati appuntamento all’esterno di Palazzo Estense per poi marciare verso la Prefettura. Una protesta civile e ordinata per dimostrare che non è necessario alzare i toni o creare scompiglio per far sentire la propria voce. «Tares Varese. Grazie Pd Pdl Lega» e ancora «Ci avete rubato anche le parole»: questi alcuni degli slogan scritti sui cartelli portati dai manifestanti. Una protesta silenziosa ma che, come dice Nicoletti, «fa molto rumore».
Al corteo hanno aderito cittadini di ogni sorta: pensionati, artigiani, casalinghe, commercianti, giovani e studenti. Ciò che accomuna le differenti storie dei presenti è la sfiducia nella politica e la voglia di un cambiamento di rotta.
«Sono un pensionato – racconta – Prima lavoravo in banca. Sto ancora pagando il mutuo. Il problema è che la pensione che fino a dieci anni fa mi bastava per vivere, oggi basta appena appena e fatico a pagare la rata del mutuo. Inoltre, sono preoccupato anche per il futuro di mia figlia che, come molti giovani, viene sottopagata».
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