Sgarbi ha lasciato il segno Ma anche qualche livido

Sgarbi ha lasciato il segno
Ma anche qualche livido

Il destino dell’ex caserma si conoscerà forse domani, quando si svolgerà un incontro (sede da decidere, tra Varese e Milano) tra le parti: il sindaco e il governatore si confronteranno con i vertici di Soprintendenza e Direzione regionale.

Il responso sull’abbattimento parziale su via Spinelli e via San Michele pare sempre più negativo. L’intervento di Maroni fa intuire, comunque, che la situazione viene monitorata e che una soluzione verrà trovata. Maroni è stato già ieri pomeriggio, a Palazzo Estense, per un incontro con il sindaco Fontana.

Ma l’argomento ex caserma non era all’ordine del giorno, mentre i due leghisti, con una controparte ticinese, avrebbero discusso in via preliminare e ufficiosa della questione dei frontalieri.

Tornando all’ex caserma, dopo il sopralluogo del critico d’arte di domenica, il mondo politico reagisce. In maniera non troppo positiva. Il capogruppo di Forza Italia sottolinea infatti le “mancanze” che ci sono state in questi anni.

«Non c’era bisogno che venisse Sgarbi a dire che sulla ex caserma si può intervenire, preservandone parte dell’architettura, sono le stesse parole che quasi sette anni fa disse il Soprintendente quando il Comune la acquistò. Io ero in giunta, nel precedente mandato».

Nelle parole di Grassia si intuisce un “rimprovero” a chi, nelle due amministrazioni guidate da Fontana, ebbe ruoli guida sulla questione: «Ci sono state mancanze sia dirigenziali che politiche da parte di chi aveva le deleghe specifiche per muoversi e realizzare un progetto. Oggi, dalle parole di Sgarbi, capiamo che occorre un progetto trasparente sull’ex caserma. È quello che si sarebbe dovuto fare in questi sette anni». La critica di Grassia, che non fa i nomi, sembra tuttavia indirizzata al vicesindaco e al predecessore.

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