Antonio, il senzatetto catanese della zona del tribunale, non è più solo: il cuore buono della città di Varese sta cercando di stargli vicino.
L’epopea di questo signore di circa quarant’anni e della sua cagnolina Stellina ci era stata segnalata da , giovane di Bobbiate che negli ultimi tempi si era messa in contatto con lui, provando a portare un conforto fatto di attenzioni ai suoi bisogni primari, difficili da soddisfare a causa della situazione di grave indigenza in cui versa. Dopo che l’uomo era stato sfrattato dalle forze dell’ordine dal suo giaciglio di fortuna sotto i portici di piazza Cacciatori delle Alpi, Alessandra gli ha anche pagato una settimana in albergo, un piccolo sollievo che tuttavia non può durare in eterno perché pesa sulle tasche di una normale cittadina.
Quello che abbiamo scoperto ieri è che la ragazza di Bobbiate, fortunatamente, non è l’unica ad aver aiutato il clochard: i bar vicino al palazzo di giustizia ed altre signore della città – che vogliono restare anonime per il momento – quasi quotidianamente hanno contatti con lui, fosse per una semplice colazione come per un contributo più sostanzioso per comprare generi di prima necessità. La vicenda è nota anche all’assessore alla Persona e alla Famiglia del Comune di Varese . Il problema principale da risolvere è la difficoltà nell’assicurare all’uomo
almeno un posto letto: «Il centro emergenze di via Maspero è pieno ed è ad esclusivo appannaggio di chi ha la residenza a Varese – spiega Angelini – Abbiamo dovuto approntare regole restrittive in modo che fosse funzionale». L’altra struttura comunale, quella creata per far fronte all’emergenza freddo e gestita dagli Angeli Urbani vicino alla stazione Fs, d’estate è chiusa: «Anche se nell’ultimo anno abbiamo esteso il periodo di apertura, che nel 2014 inizierà a settembre – continua l’assessore – Lì l’accesso è a “buona soglia”, ovvero non legato alla residenza».
Che rimane una delle strade che Antonio può seguire per risolvere la mancanza di un tetto: «In casi particolari, il Comune ha previsto la possibilità di rilasciare il certificato anche a chi non è di Varese e non ha un recapito. È già successo in passato: una volta ottenuta la residenza, la persona può essere presa in carico dal Servizio Sociale ed essere accompagnata in un percorso di reinserimento, oltre ad avere diritto ad un posto letto nel centro».
Varese sta dunque cercando di adottare il quarantenne catanese, ormai da anni pellegrino alla ricerca di un luogo che lo accolga. Le informazioni su di lui sono frammentarie: «È un individuo molto riservato – aveva raccontato ieri Alessandra Lamperti – So solo che viene dalla Sicilia, che per un periodo è stato a Milano e che ha una licenza di ambulante». Le altre pie donne che si sono prese cura del senzatetto raccontano che Antonio non cerca solo una casa ma anche la possibilità di un lavoro per ricominciare davvero il suo percorso di vita.
Quel che conta è che adesso abbia davanti una strada da intraprendere, diversa da quelle dentro le quali ha purtroppo vissuto finora.
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