Si vota per il sindaco in 11 comuni varesotti

Si vota per il sindaco in 11 comuni varesotti

VARESE Undici comuni al voto e un quadro politico ancora tutto da definire. È fibrillazione, nel centrodestra così come nel centrosinistra, in vista della tornata elettorale che il 27 e 28 marzo prossimi metterà molti varesotti di fronte a due differenti schede: quella per il rinnovo del consiglio regionale lombardo e quella per l’elezione del nuovo sindaco.

SUD PROTAGONISTA
La partita più grossa si gioca al Sud, dove sono concentrati gli over 15 mila, ovverosia i comuni che potenzialmente potrebbero non eleggere il primo cittadino durante la tornata di marzo, in mancanza del 50 per cento più uno delle preferenze. Saronno, Somma Lombardo e Samarate i centri strategici: la prima, commissariata dopo il fulmineo governo di centrosinistra di Luciano Porro, s’avvia a una corsa a cinque con lo stesso Porro alla testa di Pd, Saronno Futura, Sinistra Saronnese, Socialisti e Italia dei Valori e Michele Marzorati sostenuto dalla corazzata Lega e Pdl. Un testa a testa sul quale pesano tuttavia l’incognita dell’ex sindaco Pierluigi Gilli, testa di serie dell’Unione Italiana, di Angelo Proserpio con «Tu@Saronno» e la probabile discesa in campo dei centristi con Massimo Bareggi.

MAGMATICOUn quadro magmatico ma politicamente composito, almeno per quel che riguarda le alleanze principali tra partiti di centrodestra, Lega e Pdl e centrosinistra. Ben altro contesto rischia di delinearsi a Samarate e Somma Lombardo, dove il Carroccio e il partito di Berlusconi sono alle prese con le consuete prove di forza pre-elettorali. Ieri sera vertice ai massimi livelli, con l’intero stato maggiore del Pdl (Rienzo Azzi, Nino Caianiello,Raffaele Cattaneo, Luca Ferrazzi e Gianfranco Bottini, ciascuno in rappresentanza di un’anima del partito) faccia a faccia con la dirigenza dei lumbard, guidata dal segretario provinciale Stefano Candiani. «Se non si apre una schiarita nella grande nebbia che avvolge

il Pdl, è dura fare l’accordo»: queste le sue parole prima di avviare trattativa serale. E questo il senso del ragionamento:il partito di Berlusconi trovi una voce unica, schieri i simboli anche in comuni sotto i 15 mila abitanti e chiuda la partita su tutti i fronti (vale a dire per tutte le comunità). Altrimenti, arrivederci e grazie. Ma il Pdl al tavolo è tanto pronto a trattare. Almeno tanto quanto a limitare i confini della valanga leghista, come conferma il leader Nino Caianiello («l’unico che lì dentro conta e sulla cui parola, quando viene data, si può politicamente contare» per usare la definizione di Candiani).

DOPPIE OPZIONI
Sul tavolo di Somma l’opzione è tra l’uscente Guido Colombo, che finirebbe in «quota Lega» con accordo di tutti, e la corsa del Pdl MassimilianoCarioni. Samarate, dove il centrosinistra arranca sul dopo(o futuro?) Solanti, la Lega lancia Leonardo Tarantino e il Pdl, in caso di mancata intesa, punta su Luciano Pozzi e una terna di alternative su cui pesa l’incognita del vicesindaco Paolo Bossi. Ancora incerto anche il quadro a Luino, Brezzo di Bedero, Laveno, Casorate Sempione, Gorla Maggiore, Origgio e Golasecca.

e.marletta

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google