Sindacati/ Camusso: Aperture Bonanni? Decidiamo qual è orizzonte

Sindacati/ Camusso: Aperture Bonanni? Decidiamo qual è orizzonte

Carpi (Modena), 10 set. (TMNews) – “Non è una stagione semplice per il sindacato” italiano, dopo gli attacchi alla Cgil per lo sciopero del 6 settembre. Ma se c’è un’apertura da parte del segretario della Cisl Raffaele Bonanni, ci si può mettere al tavolo per vedere “qual è l’orizzonte”. “Per noi l’unità del sindacato è comunque un obiettivo”. Lo ha detto il segretario della Cgil, Susanna Camusso, nel corso di un dibattito alla presentazione del nuovo anno accademico dell’Università Libera Età ‘Natalia Ginzburg’, a Carpi.

“Siamo stati in questo lungo periodo oggetto di attenzione e affermazioni che hanno spesso superato il limite del rapporto tra le organizzazioni – ha precisato Camusso -. Penso che un sindacato debba sempre rispettare gli altri; non può dire che lo sciopero indetto da un altro sindacato è demenziale; non può dire che dipende ed è subalterno a qualcun altro; non ha bisogno di incontri clandestini e di rapporti non trasparenti tra le parti. Noi rappresentiamo interessi personali”. “Non è una stagione semplice per il sindacato – ha aggiunto -, le divisioni sono state molto profonde e quando travalicano certi limiti diventa difficile” riprendere i rapporti. “Per Cgil il tema dell’unione sindacale è l’obiettivo”.

Bonanni, ha spiegato il segretario della Cgil “è passato da dire che noi siamo incapaci di un orientamento a proporci un patto. Forse” il suo ripensamento è “determinato dal segno lasciato dal nostro sciopero, dalle difficoltà che ci sono in questo momento, dalla manovra e dalla discussione sull’art. 8…”. “‘Dare la mano’ a Bonanni è un termine sbagliato: se tutti diamo una mano a difendere lavoratori

e pensionati” ci si può incontrare; “l’obiettivo di essere uniti si costruisce sulle politiche che intendi fare, da domani”. “Credo che Cisl e Uil – ha concluso Camusso – hanno la grande occasione di difendere gli accordi che abbiamo fatto insieme e di cancellare le leggi sbagliate. Decidiamo qual è l’orizzonte. Per noi che siamo scesi in piazza è chiaro: cambiare questa manovra e cancellare l’art. 8”.

Pat

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