Siria/Pressing Usa per fermare le violenze – punto

Roma, 5 ago. (TMNews) – La necessità di guardare al “dopo Assad”, il presidente siriano definito un “pericolo” per la Siria e la necessità di “aumentare le pressioni” contro il Damasco. Nelle ultime ventiquattro ore Washington, attraverso la Casa Bianca e per voce diretta del segretario di stato Hillary Clinton, ha alzato i toni sulla Siria.

Ieri sera il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, ha detto senza mezzi termini che Assad sta portando la Siria, e tutta le
regione, su un “sentiero pericoloso”. Non solo: per Carney il regime di “Assad stia volgendo al termine”, e dunque è giunto il momento di riflettere “sul dopo Assad”, tenuto a mente che saranno i siriani “a determinare il futuro del Paese”.

A rincarare la dose, questa mattina, ci ha pensato il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, che ha definito il regime “responsabile della morte di almeno 2.000 persone di ogni età”. E considerando che le violenze “continuano e si intensificano”, ha proseguito il capo della diplomazia Usa, è il caso di “aumentare la pressione” dell’Europa e dei Paesi arabi per fermare la repressione.

Questa mattina intanto, il noto poeta siriano Adonis ha chiesto ad Assad di lasciare il potere. “Il minimo che possa fare è dimettersi” ha dichiarato il noto intellettuale arabo in un’intervista al quotidiano kuwaitiano Al-Raï. Adonis, che non ha nascosto le sue perplessità sul ruolo crescente che
avrebbero i gruppi religiosi nel condurre le proteste, ha anche invitato l’opposizione siriana a mantenere un profilo laico nella lotta contro il regime.

E proprio la resistenza siriana, su proposta del Movimento democratico siriano, si è data appuntamento a Tunisi per settembre, alla fine del ramadan, per un grande congresso che veda insieme le forze di opposizione al regime.

Tiz/Bla

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