Sole delle Alpi contro Tricolore Esplode il consiglio di Busto

BUSTO ARSIZIO Tricolore contro sole delle Alpi, è bagarre in consiglio comunale. E il presidente Cornacchia manda tutti a casa in anticipo: seduta sospesa tra le polemiche e le urla e rinviata a data da destinarsi. Decisamente non ha portato fortuna la novità della seduta consiliare all’ora dell’aperitivo.

A scatenare il putiferio, lo striscione tricolore esposto di fronte ai banchi del Pd, una risposta alle affermazioni dell’onorevole leghista Francesco Speroni, che alla “Zanzara” di Radio 24 aveva dichiarato di provare fastidio nei confronti della bandiera italiana. Tutto previsto, senonché lo stesso Speroni, già arrivato abbigliato con una felpa con la scritta “Padania”, come controrisposta provava a esporre il “Sole delle Alpi” leghista di fronte al proprio banco.

Da lì, tutto precipita, con il presidente del consiglio Diego Cornacchia che invita Speroni a togliere il vessillo padano (al che l’eurodeputato e il suo gruppo si siedono tra il pubblico) e ai democratici di togliere il tricolore (ma loro si cingono un foulard tricolore al collo), mentre il sindaco indignato abbandona l’aula al grido di «Viva Busto, abbasso i politicanti».

Seduta prima sospesa e poi rinviata, tra le urla da stadio del pubblico: tutti a casa e ordine del giorno nel cassetto. «Non c’erano le condizioni per continuare serenamente la seduta – motiva il rinvio Cornacchia – anche perché ormai era stato aizzato il pubblico».

Il Pd protesta, e prova a chiamare la “Zanzara” per dirlo a tutta Italia. «Atto gravissimo – sostiene il capogruppo Carlo Stelluti – abbiamo solo esposto il tricolore, simbolo dell’unità nazionale, in una sede istituzionale. Si doveva proseguire, forse la maggioranza temeva che potesse mancare il numero legale (dopo l’uscita di scena dei leghisti, ndr)». E se il veterano Gianpiero Rossi usa un solo aggettivo, «mortificante», il rinvio fa storcere il naso anche al gruppo Pdl.

«Scelta fatta in buona fede ma non la condividiamo – ammette il capogruppo Franco Castiglioni – noi saremmo andati avanti con il consiglio facendo il nostro dovere». Nei prossimi giorni è previsto un chiarimento interno con il presidente del consiglio, che potrebbe essere richiamato ad una maggior flessibilità rispetto al regolamento.

Indispettito, «ma senza dare colpe a nessuno», il sindaco Gigi Farioli, che parla di «inutile sceneggiata in cui la rappresentazione ha prevalso sul servizio al bene comune, nel momento in cui la politica dovrebbe avere uno scatto di orgoglio» e di «stupido teatrino della politica politicante più ipocrita» e boccia, rivolto all’opposizione, «l’uso strumentale della bandiera tricolore».
Andrea Aliverti

s.bartolini

© riproduzione riservata