– «I cittadini di Varese pagano tasse extra per finanziare lo Stato italiano. È una vergogna». Non ci sta, il sindaco Attilio Fontana. Quegli 83 euro a cittadino che il Comune di Varese deve restituire a Roma per contribuire al fondo di solidarietà comunale sono «un’ingiustizia intollerabile» per il sindaco leghista. Non una novità, tutt’altro, per Attilio Fontana che da presidente di Anci Lombardia aveva già più volte sollevato la questione di come questi fondi venivano ripartiti. «Già lo scorso anno – racconta il sindaco della Città Giardino – ho contestato al presidente del Consiglio Matteo Renzi le modalità di redistribuzione di queste risorse». «Ho cercato di farmi spiegare come funzionasse questo misterioso e oscuro meccanismo, ma nessuno ha saputo darmi una risposta. Si tratta di un sistema di ripartizione apparentemente privo di alcuna logica».
La certezza è che Varese è penalizzata, in modo significativo: sedicesima tra le città capoluogo con il maggior residuo pro capite a titolo di fondo di solidarietà. «I dubbi su come venissero conteggiati questi fondi li ho sempre avuti – sottolinea il sindaco Fontana – in particolare per quel che riguarda la sproporzione tra Varese e Busto Arsizio, che sono due città dalle caratteristiche molto simili e quasi omologabili». «Non parliamo del raffronto tra una città povera del sud e una ricca del nord, eppure non si capisce per quale motivo Varese debba contribuire in misura nettamente maggiore al fondo di solidarietà comunale rispetto a quanto non faccia Busto Arsizio. È evidente che c’è qualcosa che non funziona, anche se sappiamo bene che si tratta di un provvedimento, uno dei tanti, fatto con le chiappe».













