Sono palermitani i nuovi frontalieri E i varesini iniziano a tremare

Sono palermitani i nuovi frontalieri
E i varesini iniziano a tremare

Cresce il numero dei frontalieri, ma si allarga anche la zona di frontiera. Nel passaggio dal primo al secondo trimestre dell’anno in corso, il numero dei cittadini italiani che dispongono del permesso di lavoro all’estero è cresciuto del 3,8%. Ed è aumentata anche la concorrenza per varesini e comaschi che cercano un’occupazione oltre confine.

Gli accordi bilaterali Italia – Svizzera, definiscono frontaliere chi risiede a 20 km dal confine dei due stati e gode di particolari privilegi fiscali, primo fra tutti l’esenzione dalla dichiarazione dei redditi . Una fascia calcolata con precisione e definita da un lungo elenco di comuni e paesi a cui fare riferimento. Chi invece non rientra in questa categoria è un frontaliere di «serie b». Lavora in Svizzera, ma è soggetto ad una doppia e complicata tassazione. «Gli vengono prelevati i contributi Svizzeri dalla busta paga (23% di trattenute) – spiega , responsabile frontalieri Cisl Varese – e in più deve compilare un modello unico di dichiarazione dei redditi per il fisco italiano».

E sono proprio loro, che effettivamente non avrebbero molto da guadagnare lavorando in Svizzera, che però spinti dalla crisi economica e dalla disoccupazione nel nostro paese, macinano chilometri per andare a lavorare. «Ci sono milanesi che fanno la spola ogni giorno, ma anche italiani che risiedono ancora più lontano, fuori dai confini regionali – aggiunge – Ci sono persino palermitani che partono il lunedì, lavorano tutta la settimana in Svizzera, e poi il venerdì ritornano in Sicilia per stare con la famiglia». E fanno concorrenza ai “nostri” lavoratori frontalieri.

In tutto il territorio svizzero, i frontalieri sono oltre 276 mila. La nazionalità più rappresentata è quella francese. Seguono quella italiana, al secondo posto con circa 65 mila lavoratori in territorio rosso crociato. La crescita del frontalierato a livello generale è stata del 4,3% su base annuale e del 2,7% su scala trimestrale. Ma l’aumento più consistente di lavoratori stranieri antifone, è dato dagli italiani. Il dato di fine giugno, certificato dell’ufficio federale di statistica, dice che quelli tricolori sono 58.633, una realtà in crescita non solo rispetto al trimestre precedente, ma anche nel raffronto con l’identico periodo del 2012.

Sull’anno passato, l’impennata è ancor più forte, con un +6,2% a dare la dimensione di quanto il territorio elvetico rappresenti tutt’ora una valvola di sfogo importante per i territori di frontiera, Como e Varese su tutti.

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