Sottili cerca funghi in redazione «Da piccolo scappavo nei boschi»

Cercar funghi non è cosa da poco e, anzi, domenica scorsa si è svolto addirittura il primo Mondiale dei fungaioli, che ha radunato appassionati di tutta Europa a Cerreto Laghi, frazione del comune di Collagna in provincia di Reggio Emilia, nel cuore dell’Appennino Tosco Emiliano, a ridosso della Lunigiana. Il vincitore, Franco Chiarabini di Villa Minozzo (RE), si è portato sul podio un 1 chilo e 266 grammi di porcini.

Stefano Sottili, cultore dei funghi in tutte le declinazioni possibili, avrebbe saputo fare meglio se avesse partecipato al Mondiale di Cerreto Laghi? Non abbiamo osato rivolgere la domanda all’allenatore del Varese, che ieri è stato nostro ospite in redazione. Ad accoglierlo c’era Simone De Martin, giovane chef del ristorante La Perla, che non è arrivato da solo: insieme a lui c’era la fidanzata Francesca, il cognato Michelangelo Collitorti, tifosissimo biancorosso, ma soprattutto una cesta di porcini di Borgotaro, a Indicazione Geografica Protetta. La sorpresa illumina il volto di Sottili: «Borgotaro? Ci andavo spesso quando avevo ancora i capelli e giocavo nello Spezia. Io, però, i funghi vado a cercarli dappertutto».

L’allenatore del Varese è un vero esperto e subito sfoggia il nome scientifico del porcino, chiamato in latino «boletus», sapendo ben riconoscere anche le varie specie e non solo le quattro più comuni: edulis, aereus, aestivalis e pinophilus. Insomma, bisogna aver studiato micologia per parlare di funghi con lui, che è pure un buongustaio e, quando De Martin gli propone un carpaccio di porcini, il tecnico rilancia: «Ottimo il carpaccio, ma mischiando più varietà».

La cesta dello chef è invitante e profuma di ricordi: «Quando ero ancora un ragazzino – confessa Sottili – presi il motorino e schizzai via da casa per andare a funghi e a pesca. Immerso in queste due mie grandi passioni, sono sparito per una giornata intera e i miei, preoccupati, hanno chiamato i carabinieri per cercarmi. Al rientro, le ho prese: giustamente».

Dunque, Sottili, oltre ai funghi, ama pescare: «Lo faccio – dice – soprattutto al mare e nei torrenti, dove ci sono le trote. A Varese potrò cimentarmi con il lago, con cui ho minore familiarità». L’allenatore è pronto così a vivere una nuova sfida per rendere ancora più piacevole il suo tempo libero.

In autunno, però, i panni ideali sono quelli del fungaiolo incallito che sogna l’impossibile: tornare a casa con almeno venti chili di funghi. Ma, come insegna lo slogan scelto tre anni fa dal Varese per festeggiare la promozione in B, «I sogni a volte si avverano» e Sottili, lo capiamo guardandolo negli occhi, in testa, e nel cuore, ha anche un altro grande sogno da realizzare. Con il Varese.

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