Stop ai dati sull’influenza dalle Regioni, sospesa la sorveglianza delle infezioni respiratorie

Ministero e Istituto Superiore di Sanità stanno lavorando per ripristinare al più presto la pubblicazione degli aggiornamenti settimanali (foto d'archivio)

ROMA – Dal primo marzo Regioni e Province autonome hanno sospeso l’invio dei dati che alimentano la sorveglianza nazionale delle infezioni respiratorie acute, tra cui l’influenza. Lo stop riguarda i flussi informativi verso l’Istituto Superiore di Sanità e resterà in vigore finché non sarà definito un quadro normativo adeguato sulla gestione dei dati personali.

La decisione era stata anticipata il 10 febbraio in una lettera inviata al ministero della Salute da Francesca Russo, coordinatrice del Coordinamento interregionale Area Prevenzione e Sanità pubblica e direttrice della Prevenzione della Regione Veneto.

Nel documento si evidenzia come alcune sorveglianze prevedano l’invio di dati individuali personali all’Istituto Superiore di Sanità senza una normativa che definisca in modo chiaro finalità del trattamento, basi giuridiche e responsabilità nella gestione delle informazioni.

Se la sospensione dovesse proseguire, potrebbe avere effetti anche sull’avvio della sorveglianza delle malattie trasmesse da zanzare, come Dengue, West Nile e Zika.

Dal ministero della Salute, però, non trapela allarme. La temporanea interruzione degli aggiornamenti del bollettino RespiVirNet, spiega la responsabile del dipartimento Prevenzione Maria Rosaria Campitiello, è legata a un riallineamento tecnico dei flussi informativi tra le diverse piattaforme di raccolta dati per garantire la piena conformità alle norme sulla privacy.

Ministero e Istituto Superiore di Sanità stanno lavorando per ripristinare al più presto la pubblicazione degli aggiornamenti settimanali. Nel frattempo restano attivi i sistemi di segnalazione delle malattie infettive previsti dalla normativa vigente.