Stop al caro pedaggioVarese marcia su Roma

Stop al caro pedaggioVarese marcia su Roma

VARESE Il nuovo recente aumento del pedaggio sull’autostrada Milano-Varese e le norme anticrisi europee che bloccano la rinascita di Malpensa dell’era post-Alitalia, di fatto mortificano tutto il territorio nella sua mobilità interna e in quella diretta agli orizzonti internazionali. Una situazione su cui il presidente Dario Galli ha presentato due mozioni approvate dalla maggioranza del consiglio provinciale, per chiedere al governo di centrodestra di intervenire e correggere queste vessazioni.

Ormai da qualche mese la barriera di Lainate costa 10 centesimi in più (da 1,20 euro a 1,30): «Un rincaro che sfiora l’8%, e dunque è di gran lunga superiore a quel +2,4% annunciato a livello nazionale – ha spiegato Galli – Non si capisce perché il nostro territorio, il virtuoso della classe in campo fiscale, debba pagare, più degli altri, contributi che in altre parti d’Italia non vengono neppure richiesti. Inutile poi lanciare appelli all’unità nazionale solo quando conviene». Una polemica che non investe solo il famoso caso della Salerno-Reggio Calabria, tratto autostradale sempre sotto cantiere e sempre sotto inchiesta per le numerose infiltrazioni mafiose negli appalti. «I pedaggi in Italia si pagano solo fino al casello nord di Roma. Poi tutto il raccordo anulare della capitale è gratuito – ha attaccato il presidente – Non è questione di ideologia, il mio è un ragionamento puramente aritmetico – ha aggiunto – Questa disparità poteva avere un senso negli anni ’60, ma ora? Il Lazio ha un reddito medio secondo solo alla Lombardia, quindi i lavoratori romani non hanno più difficoltà dei nostri a pagare il pedaggio. Sarebbe come dire che per noi il primo scaglione dell’Irpef è al 16% e per loro al 2%. Non avrebbe senso».

E ancora: «Il rincaro appare sproporzionato anche perché la A8 e la A9 sono le autostrade più antiche e le più trafficate del mondo con un costo manutentivo modesto, perché sono tratti brevi, senza gallerie né cavalcavia particolarmente impegnativi». Dopo un anno di crisi a smorzare il nuovo trend di crescita di Malpensa è stata l’Unione europea che con il suo provvedimento anti-crisi ha stretto il blocco attorno agli slot di Malpensa.

«L’Italia ha stipulato accordi bilaterali con i paesi stranieri per coprire le tratte internazionali. Tratte che prima erano servite da Alitalia e che ora non vengono utilizzate. Così Malpensa risulta di fatto bloccata nella sua ricrescita – ha spiegato Galli – Bloccata perché impossibilitata a soddisfare la domanda di viaggio di quei passeggeri che partirebbero più volentieri da questo aeroporto». Anche in questo caso l’appello della Provincia è rivolto al Governo.Lidia Romeo

s.bartolini

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