– A volte si abusa della locuzione “patrimonio comune”, pronunciata a sproposito in situazioni che non ravvisano né importanza, né urgenza ascrivibile alla collettività.
Il Centro Geofisico Prealpino è l’eccezione che conferma la regola: difficile definire altrimenti un’eccellenza territoriale fondamentale per la quotidianità della gente comune e delle istituzioni che si abbeverano della sua attività divulgativa e previsionale senza pari.
L’ente – fondato nel 1964 da come emanazione della Società Astronomica Schiaparelli – è a rischio: la Provincia di Varese, suo principale finanziatore, potrebbe non riuscire più a garantire il contributo annuale indispensabile per il funzionamento. La situazione, a detta di tutte le parti in causa, è delicata.
Ieri è stato fatto un passo importante alla ricerca di una soluzione: un patrimonio comune deve essere salvato come tale. Partendo da questa considerazione, Villa Recalcati ha ospitato un incontro tra il presidente e il sindaco di Varese, summit cui hanno partecipato anche i rappresentanti dello Ster di Varese. Al tavolo un solo obbiettivo: scongiurare la chiusura o il ridimensionamento del Cgp.
«Ho convocato questa riunione per dettagliare al sindaco Fontana e alla Regione i problemi esistenti in merito – ha dichiarato alla conclusione della stessa Vincenzi – L’intenzione è quella di trovare una soluzione condivisa per consentire al Centro di continuare la sua meritoria attività che ogni giorno svolge a favore di tutta la provincia e non solo, per il meteo e nella branca fondamentale della sismologia». Il presidente e il primo cittadino varesino “cammineranno” insieme: «Ci faremo promotori di un’iniziativa per sensibilizzare gli altri enti, le associazioni di categoria e tutti i comuni del territorio».
Fino allo scorso anno la Provincia di Varese erogava circa 180mila euro, cui si aggiungevano altri 30mila versati da Palazzo Estense. Se questi ultimi non paiono in dubbio nemmeno per il 2015, come avrebbe ammesso lo stesso sindaco Fontana, il contributo di Villa Recalcati – alla luce della situazione finanziaria dell’ente dovuta ai tagli regionali e statali conseguenti al riordino previsto dalla riforma Delrio – per quest’anno non è stato confermato.
L’invito al tavolo fatto ai rappresentanti della Regione (precisamente della Sede Territoriale, che però non ha alcun potere decisionale) è senza dubbio significativo: in primis perché l’opera del Centro Geofisico Prealpino ha travalicato i confini provinciali diventando punto di riferimento per l’intera Lombardia; in secondo luogo perché la Provincia non ha entrate proprie, dipendendo finanziariamente dalla stessa Regione.
Raggiunto telefonicamente, il presidente del Centro, , cerca di non perdere la speranza. Belli ha già incontrato più volte gli interlocutori istituzionali: «L’attenzione di Provincia e Comune c’è da tempo – commenta – E quella di ieri è stata una riunione politica cui non abbiamo preso parte. Che dire? Noi dipendiamo dalla Provincia sia a livello finanziario che operativo e le sue traversie economiche non ci possono far rimanere tranquilli. Voglio comunque essere moderatamente fiducioso, ma se non verrà trovata una soluzione non si potrà andare avanti».
La convenzione con Villa Recalcati è scaduta a novembre: in pericolo ci sono manutenzioni e stipendi dei collaboratori, anche della Società astronomica Giovanni Schiaparelli di cui il Centro è espressione: «La sua attività si basa sull’apporto di volontari, ma anche di alcuni professionisti» conclude il presidente.
«Siamo sempre a disposizione di tutte le istituzioni pubbliche che a vario titolo hanno bisogno del servizio meteorologico e di tutela ambientale: per questo fa piacere essere considerati un patrimonio collettivo. Con il presidente Vincenzi c’è comunanza di intenti, così come con la passata amministrazione».













