Il terremoto Marantelli fa tremare il Pd

Clamorosa svolta in vista della sfida per Palazzo Estense: «Vogliono volti nuovi. Io mi tiro indietro»

– Clamoroso Marantelli: si tira indietro dalla sfida di Palazzo Estense. «Avevo dato la mia disponibilità, ma ora l’orientamento è verso candidature nuove». Così il suo nome dovrà essere depennato dalla lista dei papabili per le primarie Pd. Il risultato delle amministrative di domenica non c’entra, ma il deputato varesino non rinuncia ad una stilettata.«Ero segretario provinciale di un partito che aveva molti meno voti ma vinceva a Samarate, Luino, Somma Lombardo e Casorate, risultati dovuti alla forza delle candidature ma anche alla capacità di unire, che non si sono più ripetuti». Un messaggio dirompente ad un anno dalla delicatissima partita di Palazzo Estense. Una sfida a cui a questo punto, l’uomo più rappresentativo del Pd di Varese, si chiama fuori, come spiega in una lettera al

segretario cittadino del Pd(e per conoscenza a quello provinciale e a quello regionale ), che Marantelli rende pubblica a urne chiuse. «Tre mesi fa mi avevi chiesto se fossi disponibile a candidarmi a sindaco» ricorda Marantelli, citando i «compiti tanto impegnativi, quanto interessanti» che sta svolgendo a Roma (ufficio di presidenza del gruppo di Montecitorio, vicepresidente della Bicamerale per il federalismo e coordinatore dei deputati di Rifare l’Italia) e che non gli hanno impedito di rispondere presente alla chiamata della sezione locale del suo partito. «Consapevole che nel partito e all’esterno c’era chi pensava che una mia eventuale candidatura potesse avere una sua forza, ti avevo dato la mia disponibilità». Nel frattempo però, mentre sono emerse, più o meno ufficialmente, le candidature di , e , qualcosa è cambiato.