La rivoluzione nel mondo della pizza parte da Varese, più precisamente da via Romagnosi e dalla pizzeria Piedigrotta. ha ideato una serie di menù davvero speciali, sperimentando e rivisitando la versione tradizionale della pizza, ma mantenendone inalterati il gusto e i suoi sapori.
Festeggia così i suoi quarant’anni di attività la pizzeria Piedigrotta: regalando ai suoi clienti, ogni mercoledì, delle serate a tema davvero indimenticabili, per degustare una pizza come non l’avete davvero mai mangiata. Una selezione di margherite e non, rivisitate e servite accompagnate dai vini prestigiosi.
Per fare qualche esempio: c’è la a pizza sushi, composta da una pizza in crosta di semi di papavero che avvolge la mozzarella di bufala del Gargano Dop, filetti di pomodoro fresco su fondo di maionese di pomodoro e salsa di burrata di Andria.
Oppure le tagliatelle margherita o le lasagne: dischi di pizza con salsa di pomodoro di San Marzano Dop, salsa di basilico, pangrattato di piazza, grana padano e mozzarella di bufala campana Dop sovrapposti con ordine.
O il dolce di pizza, una rivisitazione della cheesecake fatta con marmellata di pomodoro e mozzarella mantecata con panna montata su una base di biscotto di pizza.
«Sono tutte ricette frutto di anni di ricerca e sperimentazione – spiega Antonello – che abbiamo deciso di proporre proprio in occasione di questo anniversario, per variare un po’ i nostri menu».
Dal 1974, anno in cui Piedigrotta aprì a Varese, tanta acqua è passata sotto i ponti, tanta quante le pizze sfornate e gustate dai varesini in questo spicchio di verace tradizione campana. Già, uno spicchio come quello di una pizza e di quella terra bellissima che prima, e il figlio Antonello poi, hanno saputo interpretare a loro modo, senza tradirlo.
«Questi primi 40 anni sono un’occasione di ricordo e celebrazione, ma soprattutto un pretesto di degustazione. Perché non si finisce mai di imparare», dice Antonello. E a giudicare dalle portate, la rivoluzione è compiuta.
Oggi, serata biodinamica: lo chef ha in programma cinque piatti, ognuno abbinato ad un particolare vino biodinamico Cefalicchio.
Si parte dal cappuccino di pizza, formato da un cappuccino di brie di bufala del Gargano servito in tazza e una brioches di pizza salata impastata ai sette cereali con soppressata di maiale nero di Faeto. A seguire un toast di pizza impastata con farina biologica di tipo 0 ripassata alla piastra dopo la cottura con fette di pomodoro e mozzarella di bufala a strati.
Poi dei gustosi pizzaccheri, cioè pizzoccheri di pizza impastata con farina di tipo 2 con grano saraceno, su fondo di mousse di patate con cime di rapa, stracciatella di Andria e burro di bufala del Gargano. E per finire un cheeseburger con bombetta di Locorotondo.
«Tutti i prodotti che utilizziamo sono selezionatissimi e di altissima qualità – conclude – Questa sera giocherò un po’ con le farine sperimentali e con gli abbinamenti di vino di questa azienda biodinamica pugliese. Cominceremo con un bianco Moscato, per proseguire con un Nero di Troia, un Cabernet Sauvignon e finire con un Primitivo di Gioia del Colle».













