Nel 1999 lo scontro con il volo di Eltsin. D’Alema tornò da Mosca con il modellino

Nel 1999 lo scontro con il volo di Eltsin. D’Alema tornò da Mosca con il modellino
La storia - Ma che fine ha fatto il vero DC-9 Mundial? Vittima di un incidente all’aeroporto russo di Vnukovo, è poi stato demolito

C’erano una volta due aerei, due DC-9 32, costruiti tra ottobre e novembre del 1973 e acquistati dall’Aeronautica Militare. I due aerei, contrassegnati con le sigle MM-62012 e MM-62013 furono utilizzati per il trasporto sanitario e delle personalità. Nella loro storia hanno portato in giro presidenti (Pertini, Scalfaro), un Pontefice () e una coppa del mondo: quella vinta nel 1982 e portata in Italia con un volo di stato giustificato dalla presenza di . L’aereo “Mundial” è quello con la sigla MM-62013: che ad oggi non esiste più. Perché l’8 febbraio del 1999 l’aereo era parcheggiato all’aeroporto moscovita di Vnukovo: stava attendendo di caricare il Presidente del Consiglio per riportarlo a Roma dopo una visita a Mosca. Il DC-9, senza nessuno a bordo, venne però urtato da un Ilyushin Il-96 in fase di parcheggio che lo danneggiò seriamente alla coda. L’aereo che causa l’incidente non è un aereo normale: si tratta infatti del velivolo presidenziale russo, con a bordo l’allora presidente di ritorno da Amman. In seguito a quell’incidente il premier russo Primakov sdrammatizzò dichiarando «I nostri due paesi sono talmente

vicini che anche i nostri aerei hanno sentito il bisogno di incontrarsi», e poi regalò a D’Alema il modellino di un aereo. Ma il piccolo DC-9 restò a terra ferito per non rialzarsi mai più: ripararlo sarebbe costato troppo e venne deciso di smantellarlo in loco.Quindi, a Volandia che aereo arriverà? L’altro, il suo gemello identico: quello identificato dalla sigla MM-62012. Ceduto nel 2001 dall’Aeronautica Militare alla Boeing nell’ambito dell’operazione che portò all’acquisto dei tanker KC-767A, poi venuto in possesso di Alitalia nel 2007. La compagnia di bandiera lo ha parcheggiato in un hangar di Fiumicino e utilizzato per l’addestramento dei piloti degli MD-80. Nel 2010 questo modello di velivolo esce dalla flotta di Alitalia e dunque non è più idoneo all’addestramento. Non viene demolito per il suo valore storico, e resta parcheggiato nell’hangar numero 5 del Leonardo Da Vinci in attesa di qualcuno che si offrisse per valorizzarlo e ospitarlo. Ecco Volandia quindi, che si porterà a casa l’aereo. Un aereo senza ali (quelle sono già state smantellate) e, soprattutto, un aereo che non è quello che si pensava che fosse.


La risposta di Maroni


La risposta del Museo Volandia

La storia del DC-9 e del suo gemello

L’editoriale del nostro Francesco Caielli

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google