Condannati i due amici che videro cadere Ale
Alessandro Giani, 18 anni, spirò il giorno di Natale del 2015

Condannati i due amici che videro cadere Ale

Un anno e quattro mesi ai due ragazzi che erano con il 18enne Giani nell’ex cartiera Mayer

Morì dopo una caduta nell’ex cartiera Vita Mayer: condannati a un anno e quattro mesi i due amici che erano con lui. La sentenza pronunciata ieri dal giudice per l’udienza preliminare di Busto Arsizio Luca Labianca.

La tragedia si consumò il 22 dicembre 2015: Alessandro Giani, 18 anni, cadde da un’altezza di sei metri mentre con due coetanei e amici fraterni stava sostanzialmente e semplicemente giocando dentro la vecchia area semi abbandonata.

Furono loro a soccorrerlo

Furono proprio loro a cercare di aiutarlo e a chiamare immediatamente i soccorsi. Giani morì a Natale, tre giorni dopo la spaventosa caduta. I familiari donarono gli organi di questo meraviglioso diciottenne dimostrando una sensibilità tale da far comprendere a chiunque perché Alessandro era un ragazzo splendido.

Sull’accaduto, quale atto dovuto, la procura della Repubblica di Busto Arsizio aprì un’inchiesta. Il pubblico ministero Luca Pisciotta indagò i due amici che erano con Alessandro per omicidio colposo (è bene precisare che il capo di imputazione è quello applicabile ad esempio a un infortunio sul lavoro e non contempla il dolo in nessun caso) e confezionamento di materiale esplodente. Qualcuno parlò di bottiglie Molotov ma la cosa fu immediatamente smentita dagli inquirenti: era una baggianata.

Al termine dell’inchiesta il pm chiese, ed ottenne, il rinvio a giudizio dei due ragazzi. Ieri la sentenza: il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a un anno e sei mesi per entrambi i ragazzi.

Primo grado

Ragazzi che durante la lettura del dispositivo di sentenza (la pena è inferiore a quella chiesta dall’accusa) sono rimasti calmi: per loro non è ancora superato il dolore della tragica perdita di un amico.

La pena è sospesa per entrambi: sono due giovani studenti brillanti, con nessun precedente; non si parla insomma di due giovani burrascosi ma di due ragazzi che si trovati a vivere un’esperienza traumatizzante. Lo stesso giudice per loro ha previsto la non menzione: la condanna non influirà sulla carriera universitaria dei due ragazzi. Si tratta, del resto, soltanto della sentenza di primo grado, con rito abbreviato. I difensori Cristina Marrapodi, Mauro Umiltà e Paolo Alberto Antimiani hanno già annunciato che ricorreranno in Appello. Alla lettura della sentenza non erano presenti i genitori di Alessandro che non si sono costituiti in giudizio. Lanciando di fatto un segnale chiaro in relazione alla vicenda giudiziaria.


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