La comunità piange Vittorio Ferrario. «Un uomo di straordinaria generosità»
Domenica lo schianto sulla 336

La comunità piange Vittorio Ferrario. «Un uomo di straordinaria generosità»

Grande affetto nelle parole dei gorlesi. La moglie Lina, anche lei coinvolta nell’incidente di domenica, non è in pericolo di vita

«Un benefattore. Che sia morto è una tragedia per tutti noi». La morte di Vittorio Ferrario, 80 anni, coinvolto nell’incidente avvenuto domenica alle 16 lungo la 336 superstrada per Malpensa mentre era alla guida della sua Lancia Delta in direzione Busto Arsizio ha sconvolto la comunità gorlese.

In particolare quella di Prospiano dove Vittorio ha sempre vissuto con la moglie Lina. Vittorio, 80 anni, «era stato colpito da ictus qualche anno fa - raccontano i gorlesi - Ma si era ripreso». Devotissimo alla Madonna degli Alberti «aveva donato alla parrocchia il portale della chiesa», dice il sindaco Vittorio Landoni. A lui e alla sua devozione si deve dunque quel magnifico portale.

«Non solo - raccontano i gorlesi - Era un uomo di un generosità straordinaria». Ferrario era in pensione ma per 50 anni aveva gestito il panificio “Ferrario”, insieme al fratello, a Busto Arsizio. Non ha mai avuto figli. E aveva riversato sulla collettività tutta la sua disponibilità. «Un uomo buono - spiega Landoni - capace di mettersi in gioco per la comunità». Ieri la domanda era una sola: quando i funerali? Una data ancora non c’é. L’autorità giudiziaria sta decidendo se affidare l’incarico per l’autopsia o meno. È vero che Ferrario non ha coinvolto altri mezzi nell’incidente, ma è altrettanto vero che, alla luce dell’ipotesi che a causarne la morte potrebbe essere stato una malore, è fondamentale capire cosa abbia causato il decesso. Se il malore, come ipotizzato, oppure lo schianto contro il guardrail a causa del mancamento. «Resta nei nostri cuori - dicevano ieri a Gorla - adesso ogni nostra preghiera per Lina». La moglie di Vittorio, che si è vista il marito morire sotto gli occhi, è ricoverata a Gallarate: non è in pericolo di vita. «Ma ha perso la sua metà. Hanno vissuto l’uno per l’altra. Adesso saremo noi a starle vicini».


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