Gli attori recitano rileggendo Sherlock Holmes. E il mistero invade il cascinale settecentesco
L’associazione porta le sue letture espressive nel vecchio cascinale di Cantello, in via Monastero, il 17 giugno

Gli attori recitano rileggendo Sherlock Holmes. E il mistero invade il cascinale settecentesco

La regista Isabella Antico presenta “Uno studio in rosso”, una lettura espressiva dedicata a Sir Arthur Conan Doyle

CANTELLO - Un antico e suggestivo cascinale del Settecento, che presto diventerà una biblioteca, con le balconate in legno di castagno, nel cuore di un paese di confine, racchiude l’atmosfera ideale per un sabato sera all’insegna del mistero e del delitto. A Cantello, presso l’Antico cascinale lombardo di Via Monastero, il prossimo 17 giugno, alle 21, andrà in scena “Uno studio in rosso”, il primo episodio della fortunata serie dedicata a Sherlock Holmes di sir Arthur Conan Doyle, a cura dell’Associazione LibroAperto (ingresso libero).

Al posto degli attori, ci saranno lettori-protagonisti dello spettacolo che si avvicenderanno nella lettura: Enza Palazzo, Laura Tintori, Genziana Malnati, Fabio Castiglioni, Fiora Sophia Chiara, Emanuela Tamborini, Rosanna Gavaz, Aysha Longobucco, Giovanna Marino, Corrado Pesenti e Martina Franzini. Una nuova e interessante sfida per l’Associaione LibroAperto, nata ufficialmente nel 2014, ma che, da diversi anni, si dedica alla lettura espressiva dei classici della letteratura. La direttrice della Biblioteca di Cantello, Isabella Antico ha curato la regia e la sceneggiatura per la lettura di un classico del giallo, “Uno studio in rosso”, pubblicato nel 1887.

Come è nata l’idea di cimentarvi in Sherlock Holmes?

L’idea è nata in una fredda giornata di gennaio, una di quelle serate invernali, gelide e buie, in cui risulta molto difficile sedersi a tavolino e programmare un evento per giugno, praticamente un’altra epoca. Eppure, pian piano, l’idea si è fatta strada nelle menti sempre prolifiche dei lettori di LibroAperto, per realizzare un evento dedicato al genere “giallo”, un’assoluta novità per il nostro pubblico. E a questo punto il passo è stato breve. Quale scrittore di gialli più autorevole si poteva interpellare, se non Arthur Conan Doyle, il giallista per eccellenza?

Negli anni avete letto libri fantasy, fiabe, il Mago di Oz; come mai avete deciso di virare verso un altro genere letterario?

L’idea è quella di proporre al pubblico una rivisitazione del testo, opportunamente adattato alle esigenze sceniche, ma, nel contempo, capace di restituire le medesime impressioni e sensazioni dell’opera originale. E ci orientiamo sempre verso i classici, che danno sicurezza per il linguaggio e per il pubblico, perché sono conosciuti. E proprio in questo momento si assiste ad un ritorno di libri di Sherlock Holmes in biblioteca, che attirano l’attenzione di pubblico e ragazzi.

Come realizzate le vostre letture espressive?

Siamo un gruppo di affiatati e sempre attivi lettori che si riuniscono ogni lunedì sera, per mettere in scena lo spettacolo, seguendo un copione riscritto, ed in parte ristrutturato, da una bibliotecaria che, proprio per l’occasione, si è improvvisata regista. Sarà un tuffo nel XIX secolo e nell’humus culturale dell’epoca, con la capacità, espressa dai lettori, di entrare nella psicologia dei protagonisti, mantenendo la suspence sempre elevata, come è giusto che sia.

Qual è lo scopo della lettura espressiva?

Il nostro obiettivo principale è portare sempre più persone in biblioteca ed avvicinarle alla lettura, aumentare l’interesse verso i libri e i prestiti. A tutti piace sentirsi raccontare una storia, anche i lettori meno accaniti possono sentirsi coinvolti e provare il desiderio di approfondire e mettersi a leggere un buon libro.n


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