Mazzette e minacce. Per far “fiorire” la Provinciale

Mazzette e minacce. Per far “fiorire” la Provinciale

Concussione, corruzione e abuso d’ufficio per il sindaco di Lonate, Danilo Rivolta, e altri sei. Anche il fratello e quattro imprenditori nei guai

Mazzette, minacce e nepotismo: arrestato ieri mattina il sindaco di Lonate Pozzolo Danilo Rivolta. Con il primo cittadino (unico sottoposto alla misura di custodia cautelare in carcere, è stato rinchiuso a Busto Arsizio) sono stati arrestati: il fratello del sindaco, Fulvio Rivolta (ai domiciliari), la compagna del primo cittadino Orietta Liccati, ex responsabile dell’ufficio tecnico di Lonate e assessore (dimessasi ieri) all’Urbanistica a Gallarate (sottoposta a obbligo di firma), e quattro imprenditori lonatesi: Aldo Sangalli, Massimo Zocchi (entrambi ai domiciliari) e Gianluca Pinza e Marco Ferrari (sottoposti a obbligo di firma). I 7 arrestati sono indagati a vario titolo per concussione, corruzione e abuso d’ufficio.

La grande rete

Per gli inquirenti le mani del sodalizio si erano già allungate su quel Pgt che da un anno attende nuova approvazione. Indagati a piede libero anche il segretario comunale di Lonate Maurizio Vietri e l’attuale comandante del comando di polizia locale Costantino Gemelli, che era già stato indagato (e poi assolto) per abuso d’ufficio e per aver avuto contatti con il boss della mafia Guglielmo Fidanzati quando era in servizio a Milano.

L’operazione ha visto in campo i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Varese, con i colleghi della compagnia di Gallarate e i militari del comando provinciale della guardia di finanza. L’indagine partita nel gennaio 2016 dopo la denuncia presentata dall’allora comandante della polizia locale Maria Cristina Fossati è stata coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Busto Arsizio Luigi Furno. «Un sistema corruttivo – ha spiegato ieri Furno, con accanto il procuratore Gianluigi Fontana e il procuratore aggiunto Giuseppe D’Amico – diffuso e radicato», figlio di «un macroscopico conflitto di interesse».

In sintesi tutti sapevano che se volevano ottenere un favore o un’agevolazione in ambito urbanistico o edilizio a Lonate Pozzolo dovevano rivolgersi allo studio Proget Srl, sulla carta in capo a Fulvio Rivolta, di fatto «co-gestito da Danilo Rivolta che, forte della sua posizione di primo cittadino – ha spiegato Furno – poteva esaudire ogni richiesta. La tangente era insita nella parcella che il cliente pagava allo studio».

Il Pgt “congelato”

Cifre tutt’altro che irrisorie: si parla di “compensi” pattuiti che oscillano tra i 53 mila e i 93 mila euro. «Quattro gli episodi corruttivi contestati nello specifico» ha detto Furno. Si va dal cambio di destinazione del terreno a permessi di costruire in sanatoria aggirando però l’approvazione di un «nuovo piano attuativo da parte del consiglio comunale», si legge nei capi di imputazione. Un “favore” il cui prezzo pattuito era di circa 43 mila euro.

Secondo gli inquirenti, infine, i due fratelli Rivolta avevano dato il via a una campagna di acquisto di terreni agricoli lungo la Provinciale che porta verso Vanzaghello (pagati con assegni in bianco riconducibili a Fulvio Rivolta) la cui destinazione, a Pgt grazie all’intervento del primo cittadino, sarebbe diventata commerciale con un valore di mercato aumentato di almeno 10 volte. Il Pgt sarebbe in stallo da un anno perché, sempre secondo gli inquirenti, i Rivolta non avevano ancora terminato la campagna acquisti.


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