La formazione professionale si evolve: meno manifatturiero e più terziario, meno “mestieri” tradizionali e più innovativi. «La nostra sfida è quella di stare al passo con le esigenze delle imprese del territorio» sottolinea il presidente dell’Agenzia Formativa della provincia di Varese Giuseppe Zingale.
I dati consuntivi 2014, pubblicati sul portale statistico OsserVa della Camera di Commercio di Varese, evidenziano una forte dinamica di cambiamento nel trend di studenti “qualificati” nei Centri di formazione professionale della provincia di Varese.
Mentre continua a scendere in maniera inesorabile il settore manifatturiero (meno 12%, con 264 qualificati), cresce in modo sostenuto il terziario (più 6,4% con 598 qualificati nel 2014).
Estetica e benessere
In particolare, nell’ambito manifatturiero, crolla l’area dell’elettricità e dell’elettronica, registrando un notevole calo del 25%, con un totale di 49 qualificati nell’ultimo anno, ma si contrae anche quella della meccanica, facendo rilevare un significativo meno 3,1%, con 156 qualificati. Entrambe le aree mostrano segnali di evoluzione anche al proprio interno.
Nell’elettricità ed elettronica ad esempio, a fronte di una diminuzione del 32% delle figure di installatore e manutentore di impianti elettrici “tradizionali”, crescono del 50% (in tutto però appena nove qualificati) gli installatori e manutentori di impianti di energia solare e fotovoltaica.
Nella meccanica, lo spostamento si registra dai tradizionali operatori meccanici e termoidraulici verso i meccanici di auto (più 28% per un totale di 60 qualificati).
E persino nell’ambito dei “mestieri” del terziario, in ascesa, ci sono figure più tradizionali come quella dell’operatore di segreteria e amministrativo (meno 15%) e dell’addetto alle vendite (meno 7%) che lasciano spazio ad aree maggiormente innovative e relative a comparti che risultano in crescita, come estetica e benessere (più 16% per 236 qualificati), grafica (più 11,3% con 79 qualificati), ma anche la gettonata categoria alimentare e ristorazione (più 4,5% per un totale di 164 qualificati), che risente dell’effetto-Masterchef e affini.
«La formazione professionale dev’essere raccordata al mercato del lavoro e deve seguire il fabbisogno formativo che esprimono le imprese sul territorio di riferimento – fa notare Giuseppe Zingale, presidente dell’Agenzia Formativa della provincia di Varese – se fosse fine a se stessa, la formazione pubblica non centrerebbe la sua mission. Ecco perché il salto di qualità a cui stiamo puntando è legato alla diversificazione sui singoli territori provinciali e sulle singole aree territoriali».
Fare sinergia con gli imprenditori
Non è più il tempo delle decisioni calate dall’alto, ma di «fare sinergia con il mondo imprenditoriale, la Camera di Commercio e gli enti locali – prosegue Zingale – per offrire corsi di formazione coerenti con le esigenze reali e concrete delle imprese, che possano così aumentare le possibilità di inserimento lavorativo dei nostri iscritti». Solo così i Centri formano personale utile alle imprese e non probabili disoccupati.
«Che siano giovani alla prima occupazione o persone espulse dal mercato del lavoro e in cerca di nuova collocazione – ricorda Zingale – oggi occorre una marcata specializzazione per poter spendere le proprie competenze sul mercato globale e per aiutare le nostre imprese a svilupparsi».
La crescente importanza della formazione professionale viene dimostrata in modo inequivocabile da un dato, quello relativo all’aumento del numero di attestati di qualifica triennali rilasciati dalle istituzioni scolastiche: nel 2014 i qualificati sono stati ben 314, contro i 277 dell’anno precedente (più 13%), con una grossa fetta di qualificati nell’area della meccanica, impianti e costruzioni (il 58% con 181 qualificati).n












