Suo cugino l’aveva investito Ma per i danni cita la collettività

Rissa con tentato omicidio in via Casula: il cugino di Aleksander Colaj si costituisce parte civile e cita in giudizio il fondo nazionale vittime della strada

– Il cugino, che a quanto pare lo investì per errore, così sostiene la procura che ha ricostruito la vicenda, puntando invece a travolgere dei rivali, era alla guida di un’auto senza assicurazione.
Il fondo in questione viene costituito con una parte di quanto ciascun cittadino versa per assicurare il proprio mezzo: in sintesi i danni causati dall’investimento a fine rissa saranno pagati da tutti i cittadini. I fatti risalgono al luglio 2013.
Alle 4 di mattina due fazioni si affrontarono in via Casula. Una maxi rissa, molto, molto violenta. Le ragioni della scena da guerriglia urbana non sono mai state ammesse dai coinvolti. Tuttavia molti dei coinvolti finirono l’estate successiva in una maxi inchiesta per spaccio di droga.

Il sospetto è che si sia trattato di un regolamento di conti, questioni comunque legate allo spaccio. La rissa finì con Colaj che saltando su un’Alfa investì altri partecipanti al pestaggio. Per la difesa si trattò di un banale incidente stradale.
La procura, invece, ha fermato e mandato a processo Colaj per il tentato omicidio di due persone. Ieri si è aperto il processo a carico del giovane albanese. Uno dei due investiti, che rimediarono ferite gravi con prognosi tra i 30 e i 40 giorni, era appunto il cugino di Colaj.
Per gli inquirenti un alleato in seno alla rissa. Che, però, in questo caso si è costituito parte civile contro il cugino.

E visto che l’auto guidata da Colaj non era assicurata è arrivata la chiamata in giudizio per il ricorso al fondo nazionale vittime delle strada.
Ricavato, appunto, attraverso parte del denaro di chi la sua auto la assicura invece regolarmente.