VARESE Si gode la sua squadra, con i pregi e con quelli che – secondo alcuni – sarebbero difetti. Stefano Pillastrini, nella salastampa del palazzetto, rigira tra le mani le statistiche e quasi si stupisce dell’andamento del match. «Sì, sono impaziente di rivedere la partita perché credo che la Cimberio abbia giocato davvero molto bene. E se il finale dice che è arrivata una vittoria di soli tre punti significa che Pesaro è stata capace di disputare una grande gara, dimostrando di non essere una formazione di bassa classifica». Il tecnico tira un sospiro di sollievo per l’ultima azione («Avevamo previsto un fallo che non siamo riusciti a fare, Hicks ha potuto tirare da tre e per fortuna non l’ha messa: abbiamo rischiato tanto») e commenta il gran finale di Childress: «Giornalisti e tifosi hanno tutto il diritto di criticare quando le cose vanno male, ciò è sempre accaduto. Certamente Randy a Cremona ha disputato una partita di quelle da dimenticare, ma io lo alleno da anni e so che in questi finali di partita preferisco averlo in campo. Oggi si è visto perché. Però lasciatemi dire che non è solo lui l’artefice del successo perché ognuno ha fatto qualcosa di buono, compreso
Cotani che ha concluso la gara un po’ zoppicante. Guardando le statistiche vediamo che, dopo le 9 palle perse del primo quarto, abbiamo proseguito alla grande, poiché abbiamo finito a quota 17 contro Green, il miglior play difensivo del campionato. Vuol dire che la squadra ha evitato certi errori».Un altro aspetto su cui Pillastrini vuole porre l’accento è sul ruolo dei pivot. «Domenica scorsa, per la prima volta in due stagioni, abbiamo sofferto l’impatto di un centro di ruolo e cioè Cusin. Tanto è bastato per sentire una serie di critiche sulla scelta di non avere un giocatore simile in squadra. Bene, io credo che per averne uno scarso sia meglio avere un’ala forte buona, ed è ciò che ho concordato con la società. Stasera Williams ci ha messo in difficoltà, però ha tirato con 8/18 e Pesaro ha perso. Inoltre una delle azioni chiave è stata il canestro del pareggio, segnato da Tusek da tre punti, su cui Eric non ha chiuso. Insomma, anche in questo caso le critiche sono rispettate, ma io credo vadano anche premiate le scelte positive. E attendere che un pivot bravo come Cusin causi una nostra sconfitta per prendersela con la linea della società mi sembra eccessivo».
e.romano
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