– «Informiamo la gentile clientela che Esselunga rimarrà chiusa tutte le domeniche e le festività per migliorare la qualità della vita dei propri dipendenti. Invitiamo ad approfittare della domenica per riscoprire i valori della famiglia. Certi di vedervi ancora il lunedì auguriamo a tutti una buona domenica».
Firmato Esselunga, anzi “Essulunga”. È bastata una semplice foto – quella che ritrae il messaggio appena riportato – per scatenare il panico. Lo scatto corre sul filo del web e il popolo – varesino e non – è in sollevazione.
«Ma come- l’interrogativo più diffuso – ci tolgono la spesa domenicale?».
Non tutti si accorgono dell’errore grafico riguardante il nome dell’azienda, primo indizio di qualcosa che non torna. Irruente sgorga l’indignazione, alternata alla comprensione, all’approvazione, un tumulto di sentimenti contrastanti che da una parte gridano alla giustizia e dall’altra al colpo basso. «Ma che succede?».Piccolo particolare: si tratta di una bufala, bella e buona. È bastato andare a controllare sul sito della catena di supermercati per
verificarlo: in nessuna sezione vi è testimonianza della decisione rivoluzionaria – almeno di questi tempi – di chiudere nei giorni festivi. Il mondo non si è capovolto, o almeno non ancora.È che chi ha ideato lo scherzo – un dipendente? un semplice buontempone? – ha saputo toccare le corde giuste, affidandosi poi all’ormai classico vento della Rete che tutto trasporta verso confini indefinibili a priori.
Il tema della spesa a orari fuori da un consueto solidificatosi per decenni è sulla bocca di molte persone, che si dividono – diametralmente ed equamente – tra favorevoli e contrari. Un esempio locale? La decisione di Carrefour di inaugurare un punto vendita aperto 24 ore su 24 in via Sanvito Silvestro, il mese scorso.
Apriti cielo: un’abitudine consolidata all’estero qui diventa novità indigesta ai più, pronti a ergersi sulle barricate dell’inutilità dell’iniziativa, dello sfruttamento lavorativo e dello spreco, facendo da pesante contraltare agli entusiasti della spesa con le tenebre.
Peccato per la bufala Esselunga, verrebbe da scrivere: una “risposta” strategica di questo tipo da parte di un concorrente diretto avrebbe fatto discutere. Per davvero. Ma riflettiamoci: ormai riusciremmo a stare senza spesa domenicale?













