Roma, 11 feb. (TMNews) – Per ridurre il numero dei suicidi e
degli omicidi in Svizzera è stato proposto di rendere
obbligatoria la custodia delle armi d’ordinanza militari negli
arsenali e di istituire un registro nazionale delle armi. I
cittadini svizzeri voteranno sull’iniziativa “Per la protezione
dalla violenza perpetrata con le armi” domenica 13 febbraio.
La Svizzera è uno dei paesi con la più alta proporzione di armi da fuoco in mano a privati cittadini, ricorda il sito online di Swissinfo: sicuramente oltre i due milioni, per un paese che conta circa 7,7 milioni di abitanti.
La tradizione militare elvetica fa lievitare le cifre: l’arma d’ordinanza, infatti, fa parte dell’equipaggiamento personale che i membri dell’esercito svizzero devono custodire quando sono fuori dal servizio. E una volta prosciolti dall’obbligo di prestare servizio, i militi generalmente possono tenere la propria arma.
Nonostante la grande diffusione di armi, la Svizzera non è un
paese con un alto tasso di criminalità, ha però un elevato tasso
di suicidi. Secondo i dati più recenti forniti dall’Ufficio
federale di statistica, nel 2008, su un totale di 1.313 suicidi,
239 (18,2%) sono stati compiuti con un’arma da fuoco. Nello
stesso anno, vi sono stati altri 20 morti uccisi,
intenzionalmente o accidentalmente, con un’arma da fuoco. La
statistica non precisa in quanti casi è stata utilizzata un’arma
dell’esercito.
La proposta, con oltre 100mila firme a suo sostegno, è
osteggiata da governo e dalla maggioranza in parlamento.
Per i fautori dell’iniziativa, diminuendo il numero di armi da
fuoco in circolazione si riduce anche il numero delle vittime.
Gli oppositori replicano che violenza domestica e suicidi non
sono dovuti al possesso di un’arma e ricordano che dall’inizio
del 2010, chi vuole può già depositare l’arma d’ordinanza
militare all’arsenale.
Fcs
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