Tagli alle scuoleLega nel mirino

Tagli alle scuoleLega nel mirino

VARESE Erano una cinquantina, ieri sera, i genitori delle scuole elementari a rischio chiusura che si sono ritrovati in piazza del Garibaldino per portare la protesta sotto le finestre della sede della Lega Nord, dove era in corso la consueta riunione settimanale del martedì. Una manifestazione pacifica, di presenza, senza cori né eccessi: i genitori si incontrati e confrontati tra di loro nel cuore della città giardino, prendendo nuovi contatti tra di loro (era la prima volta che si trovavano tutti assieme) raccontandosi esperienze e aspettative rispetto alla battaglia che stanno portando avanti ciascuno nel proprio rione.

Le loro ragioni le hanno espresse dapprima srotolando degli striscioni simili e a quelli che da settimana scorsa sono appesi a ringhiere e balconi di scuole e case private di Varese, non solo nei rioni di riferimento ma persino in centro città (l’ultimo è apparso ieri mattina in via Copelli, dietro a Palazzo Estense e davanti all’Ufficio scolastico provinciale – ex Provveditorato). E poi un gruppo di rappresentanti è salito ad incontrare gli attivisti del Carroccio e consegnare loro una lettera. L’assessore Fabio Binelli, che è pure segretario cittadino dei lumbard, ha incontrato una delegazione di genitori.

DIFENDETE IL TERRITORIO
Abbiamo scelto di rivolgere un appello specifico alla Lega non per mettere un cappello politico alla protesta – ha precisato Silvia Uccella, rappresentante dei genitori della Foscolo – ma perché la Lega è stata l’unica forza di maggioranza ad astenersi dal dare un parere favorevole al piano di razionalizzazione delle scuole». Piano che è già stato approvato dalla giunta in Comune e che prevede la chiusura della Foscolo di Bosto, della Mameli alla Rasa, De Amicis di Valle Olona e Cairoli di Biumo. Negli ultimissimi giorni, proprio dagli assessori del Carroccio sono arrivati segnali di apertura alle proteste dei genitori, con una proposta di razionalizzazione delle sedi scolastiche alternativa che salverebbe le quattro elementari a scapito del plesso di via Rainoldi, dove tra la media Righi e l’elementare Mazzini studiano circa 450 ragazzi. «Un rione senza scuola non è più una comunità, ma un dormitorio senza identità – aggiunge la Uccella – e siccome la Lega ha sempre fatto della difesa dei valori e dell’identità delle comunità locali il proprio cavallo di battaglia speriamo che capisca le ragioni della nostra battaglia e sappia trovare una soluzione adeguata al problema».

IMPEGNI E FILASTROCCHE Hanno provato a spiegare le ragioni delle proteste di questi giorni anche i bambini della scuola materna di Bosto, con una filastrocca scritta dai più grandi (classe gialla) che è stata appesa nell’atrio della scuola e pubblicata sul sito della protesta www. nonchiudiamolafoscolo. tk: «Tra la scuola e il nostro asilo c’è ben più che solo un filo – che unisce e che raccoglie molte tra queste famiglie – quando entrambi i genitori per lavoro sono fuori – non è raro che un bambino vada a casa del vicino», recita una strofa. E ancora rivolto al sindaco Fontana : «Non la vuole una città che sia un po’ comunità? – Senza un’appartenenza (lo sappiamo già in partenza) – le persone son straniere: vuol davvero che il quartiere – (se

non è per l’oratorio) si trasformi in dormitorio?». I loro genitori ieri pomeriggio a scuola hanno incontrato genitori e maestre della Foscolo che hanno spiegato loro la situazione e presentato, in anticipo rispetto al solito il piano didattico, l’offerta formativa e le maestre cui sarebbero affidati i loro figli l’anno prossimo, nel caso in cui volessero iscrivere i loro figli alla Foscolo, chiusura permettendo. E i genitori hanno preparato per loro una sorta di modulo di «adesione preliminare» alla scuola elementare di Bosto, un impegno a effettuare l’iscrizione alla scuola del rione. L’idea è poi quella di raccogliere questi moduli e consegnarli all’assessorato come prova che la Foscolo ha ancora un valido bacino di utenza e che il calo nelle iscrizioni di quest’anno è dovuto solo a un picco demografico negativo.

Lidia Romeo

f.tonghini

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google