VARESE Dal prossimo anno scolastico 127 docenti precari delle scuole medie della provincia di Varese perderanno la cattedra, rischiando di rimanere senza lavoro. Ecco, anche per la scuola secondaria di primo grado, l’ultima stima calcolata dalla Flc-Cgil per la provincia di Varese dell’effetto dei tagli del governo, che giunge dopo il riepilogo dell’organico della scuola secondaria del Ministero, contando i trasferimenti pubblicati il 17 luglio. Ma si tratta solo di una minima parte delle oltre 600 persone, tra docenti e personale Ata (bidelli e segretari) che secondo i sindacati rimarranno senza incarico. Prima ancora dei precari, ci sarà qualche docente di ruolo a perdere il posto essendo dichiarato “soprannumerario”. «Di certo questo problema riguarda alcuni docenti di educazione tecnica, per il taglio delle ore di questa materia, che li ha resi in
soprannumero in alcuni istituti – dice Marinella Magnoni, segretario della Cgil Varese – alcuni sono stati costretti ad accettare un incarico in scuole lontano da casa. Ma altri indietro in graduatoria, invece, perderanno il posto».Si tratterà comunque di poche unità. Tutto sommato, a Varese, tagli molto limitati al personale di ruolo delle medie, specie se confrontati con le regioni del sud. «Un fenomento che ha una ragione precisa: storicamente, la nostra è una zona in cui molti insegnanti vengono da fuori, vincendo il concorso, ma spesso si trasfriscono altrove dopo qualche anno – spiega Sabino Famiglietti, segretario generale della Cisl Scuola – i tagli maggiori a Varese li riceve l’esercito dei precari. E complessivamente, i tagli maggiori del Governo saranno proprio al Nord, dove aumenta il numero di alunni, tra cui quelli stranieri»
Sono proprio i supplenti, infatti, a vivere la situazione più grave. La Flc Cgil ha stimato, in base ai dati del Ministero, 106 posti disponibili in meno nelle scuole medie della provincia. E 127 insegnanti precari, che con il nuovo anno perderanno la cattedra. «Ora per questi professori si prevede al massimo la possibilità di piccole supplenze per sostituzione malattia o maternità – spiega Magnoni – le stime, anche se i dati ufficiali ancora non ci sono, confermano che i tagli ci sono e superiori a quelli previsti dal Ministero, in una provincia dove si è già tagliato duramente in passato. I problemi non solo di disoccupazione, ma anche di riduzione significativa dell’offerta didattica».
Ma si tratta solo di una parte dei tagli del nuovo regime. Per le scuole superiori della provincia la Flc Cgil aveva già stimato riduzioni ancora peggiori, con 122 professori supplenti precari licenziati dopo i trasferimenti e 32 docenti soprannumerari sull’organico. «Se però sommiamo tutti i tagli dei docenti delle medie e superiori a quelli della scuola primaria, più ancora quelli al personale Ata si contano 647 persone che perderanno il posto in provincia – calcola Famiglietti, segretario generale della Cisl Scuola Varese – persone che lavoravano e rimarranno a casa. Ma oltre alla difficoltà delle famiglie, ci sono quelle degli istituti che avranno meno docenti, ma anche meno bidelli e segretari, in un momento in cui aumentano le competenze a loro richieste. E infine, le conseguenze reali sugli alunni, che si vedranno solo tra qualche tempo». E cioè con gli effetti sulla didattica per la riduzione delle ore di lezione, dell’eliminazione della co-presenza, dell’aumento del numero di alunni per classe, che per tutti i sindacati saranno di peggioramento: «Per il momento la riforma si è dimostrato solo la ricerca di un risparmio economico – dice il segretario della Cisl Scuola – un ritorno al passato, per una scuola con meno risorse per poter recuperare i ragazzi in difficoltà, con meno spazi per poter assistere chi rimane indietro».
Piero Orlando
e.marletta
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