VARESE La protesta degli studenti dell’Insubria continua. Il dissenso virtuale, per l’aumento ingiustificato delle tasse sta per diventare reale. Dal gruppo di Facebook, creato dai rappresentati degli studenti, a un’azione concreta per contrastare il salasso.
Tutto è cominciato all’inizio dell’anno accademico, quando gli studenti hanno dovuto far fronte al pagamento della prima retta. Il contributo da versare, uguale per tutti, era aumentato notevolmente. Da lì l’idea di raccogliere il dissenso degli studenti in un gruppo. «Tasse più basse all’Insubria», il nome della comunity online che ha aderito all’appello dei rappresentanti.
«Se sei contrario a un nuovo aumento delle tasse, già troppo alte, se vuoi un maggiore ritorno in servizi, se credi che i tuoi soldi possano essere meglio spesi, se non vuoi dichiarare al Caaf a quanto ammontano i tuoi risparmi… questo è il tuo gruppo», si legge nella pagina che ora ha già più di seicento iscritti. Da allora nulla è cambiato e allo scadere del termine per il pagamento della seconda rata, i malumori sono aumentati. «Preso atto della drammaticità di alcune situazioni – spiegano i rappresentanti degli studenti Davide Sturla e Antonio Banfi – e della difficoltà di alcune famiglie che non si aspettavano aumenti in alcuni casi addirittura superiori al 100%, abbiamo depositato una lettera all’ufficio protocollo dell’università» per chiedere una proroga della scadenza per il pagamento della seconda rata, fissata al 22 maggio.
«In considerazione della crescita della contribuzione studentesca, quest’anno difficilmente preventivabile in seguito all’introduzione della certificazione Iseeu, ed evidenziandosi in alcuni casi aumenti di notevole entità – continuano Banfi e Sturla – chiediamo una proroga di almeno un mese per il pagamento della seconda rata nei soli casi di aumento della contribuzione superiore al 50% rispetto all’anno precedente, esonerando quindi gli interessati dal pagamento della mora prevista».
Non è solo una questione di tasse però. Quello che più fa risentire gli studenti dell’Insubria è la non corrispondenza tra le rette e i servizi offerti dall’università. La tassazione sul singolo studente è già tra le più alte in Italia ma, a quanto pare, alla spesa non corrispondono dei servizi adeguati. «Serve un maggiore ritorno in servizi, visto che a causa delle carenze infrastrutturali
gli studenti vivono ancora oggi notevoli disagi – concludono Banfi e Sturla – Chiediamo, oltre alla proroga, che siano migliorati i servizi. Siamo ancora in attesa di una mensa, di convenzioni, di un miglior collegamento tra le sedi, di aule studio e vorremmo fossero aumentati i fondi Erasmus, che annualmente vengono spesi in toto». Ora gli studenti sono in attesa di una risposta dall’università. Valentina Fumagalli
s.bartolini
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