Roma, 2 set. (TMNews) – Nessuna epidemia, una campagna di prevenzione nelle scuole e la necessità di riscrivere il protocollo di sicurezza negli ospedali. E’ chiaro il pensiero dal presidente della Regione Lazio Renata Piolverini alle presse da giorni con lo scoppiare del caso tbc. Dalle pagine de ‘Il Messaggero’, la governatrice è tornata ad escludere l’ipotesi di un’epidemia: “Lo dicono gli esperti dell’Unità di coordinamento: i bimbi positivi non sono malati, non possono contagiare e quindi non si può parlare di epidemia”. A conferma di questo anche “I numeri: La media dei bambini risultati positivi è dell’8,5%, inferiore alla media che ha fissato l’Oms, ossia il 12%”.
Un caso, quello del Gemelli, che per il governatore Polverini: “ricorda come vecchie patoleogie che l’Italia aveva dimenticato possono riemergere”. Anche per questo, al ministro Fazio la presidente ribadirà la necessità di alcuni cambiamenti nelle procedure di sicurezza delle strutture: “E’ evidente che davanti a patologie che riemergono bisognerà adottare misure che avevamo abbandonato. Cercherò di sentire cosa intende fare il ministro”.
Dopo aver giudicato “tempestiva” la reazione della Asl Roma E e del Gemelli, la governatrice ha spiegato di non sapere ancora se sia arrivata o meno la convocazione della Regione davanti al Tar in merito al ricorso del Codacons sulla composizione della Commissione d’indagine della Regione. Su questo la governatrice ha aggiunto: “Posso solo dire che i componenti della Commissione sono i migliori esperti del settore, dipendenti da strutture pubbliche non coinvolte nel caso”.
Nessun commento invece sull’ipotesi che l’infermiera del Gemelli fosse risultata positiva al test per la tbc già nel 2004. Per la governatrice “Parliamo di indiscrezioni che non mi permetto di commentare. Solo dalla Procura e dalla commissione interna sapremo la verità”.
Quanto alle misure di controllo e prevenzione, la presidente ha spiegato: “Come Regione, indipendentemente da questo caso, stavamo già immaginando una campagna di prevenzione per formare la cultura della prevenzione e il caso del Gemelli ci induce a farlo con maggiore forza”.
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