Tempi difficili? Basta un rossetto e tutto torna a posto!

Le labbra rosse sintomo di femminilità, ma adesso anche il segno della crisi dei tempi attuali, stando al parere degli esperti in economia. E' il "lipstick index", crolla il potere d'acquisto e aumentano le vendite di cosmetici (immagine dal web)

La DAD e le videoconferenze ci avevano lasciato l’ultimo margine di libertà a mostrare le labbra effetto “baciami subito”, ma il rosso fiammante era stato mortificato in tutte le occasioni di incontri in presenza dalle mascherine, a prescindere dalla loro tipologia (ffp2, chirurgiche, loggate). Secondo alcuni erano stati i mascara e i kayal a essere al centro del make-up in pandemia perché gli occhi erano l’unico mezzo di comunicazione nel “linguaggio facciale” consentito dalle misure di contenimento del virus…

Ma ora che pian piano abbiamo abbandonato le mascherine e siamo pronte a mostrarci nella nostra interezza e splendore le vendite di make up, sia per gli occhi che per le labbra come per il viso, sono schizzate nuovamente in attivo. E’ il Lipstick Index (letteralmente “L’indice del rossetto”, ndr) è un termine coniato da Leonard Alan Lauder, presidente del consiglio di Estee Lauder – la nota marca americana di cosmetica e profumi – usato proprio la prima volta durante la recessione a inizi anni 2000, per descrivere l’aumento nelle vendite di cosmetici.

Insomma, alcuni beni indicano la ricerca della felicità più di altri. La voglia di darsi un tono, un’apparenza più consolatrice, e in tempi di crisi ciò è ancor più vero. Ora gli analisti tedeschi rilevano una tendenza del +16% nell’impennata delle vendite di cosmetici e lanciano dunque un allarme, essendo questo un chiaro segno di inflazione galoppante e di crisi socio-economica.

E la storia è piena di simili “ricorsi”, come nel caso della crisi della Borsa del ’29, allorché dopo dopo il “martedì nero” di Wall Street la vendita dei cosmetici continuò a crescere fino a segnare un +25%. Ma anche negli anni più recenti il fenomeno si è ripetuto negli States, in occasione della guerra in Afganistan – che fece registrare un boom nelle vendite dei cosmetici del +11% – e con la crisi finanziaria iniziata nell’agosto 2008, per via della bolla speculativa dei mutui subprime.

C’è poi una semplice spiegazione legata al prezzo di acquisto degli stessi cosmetici. Ce ne sono per tutte le tasche, di tutte le marche, quindi è un bene di consumo alla portata di tutti. E l’importante è il risultato, il vedersi bene allo specchio!

Del resto, è un dato di Cosmetica Italia (l’associazione confindustriale di categoria, ndr) il +11,8% registrato a fine 2021 nelle vendite dei rouge per le labbra, con un picco di quasi il +24% nelle vendite in profumeria. Prima di allora in Italia si era avuto il +1% del 2009 (anno in cui il PIL della nazione scese del del 5%) e il +3,5% del 2012 (anno in cui il Pil in Italia si attestava sul -2,4% e i consumi al -3,9%). Una tendenza quasi perfetta, dunque, inversamente proporzionale alla gravità della situazione economica.

E voi, avete iniziato lo shopping in saldo magari proprio da un bel rossetto “baciami subito”?

G.M.A.