Sventrò il padrone di casa: condannato per tentato omicidio è evaso l’altro ieri sera. È caccia all’uomo in tutto il territorio. Ancora un’evasione in provincia a una sola settimana di distanza dalla cattura di Do etnico Cutri, ergastolano in fuga dopo la sanguinosa evasione dal tribunale di Gallarate.
A sparire l’altro ieri è stato , 24 anni, egiziano, arrestato il 20 aprile 2012 per il tentato omicidio dell’anziano padrone di casa.
Ismail, condannato in primo grado a Varese a due anni e otto mesi per lesioni, e a quattro anni in Appello con il capo di imputazione riqualificato in tentato omicidio, Ismail comunque rimasto agli arresti domiciliari.
Espiava in attesa del ricorso in Cassazione nell’abitazione e di un amico in via Vanetti a Varese. Anche dopo la condanna di secondo grado l’uomo non è mai andato in carcere nonostante i pubblici ministeri e , titolari delle indagini, si fossero opposti alla misura detentiva dei domiciliari. L’altroieri la fuga: a dare l’allarme sull’avvenuta evasione l’amico di Ismail che viveva con lui nell’appartamento di via Vanetti. Amico che è uscito di casa alle 11 di lunedì per andare a lavorare con Ismail ancora nell’appartamento rincasando alle 23: a quell’ora la casa era vuota. Impossibile stabilire a che ora l’egiziano sia evaso e, di conseguenza, impossibile stabilire quante ore di vantaggio abbia sugli uomini della polizia di Stato che lo stanno braccando. La fuga non sembrerebbe essere stata premeditata: Ismail non ha preso né vestiti né denaro. È praticamente senza un soldo in tasca.
Con sé avrebbe però il telefono cellulare e gli inquirenti starebbero cercando di rintracciarlo seguendo anche questa pista. Controlli anche nella zona di via Tonale dove si è consumata, il 19 aprile 2012, la drammatica aggressione al padrone di casa.
La vittima, 81 anni, era stata colpita con un oggetto tagliente (mai meglio identificato, forse una bottiglia rotta) alla testa, al mento e all’addome. Il fendente al ventre aveva causato un’eviscerazione: i medici aveva mantenuto la prognosi riservata per alcuni giorni.
Il movente dell’aggressione era stato individuato nel pagamento dell’affitto.
All’egiziano mancavano 200 euro per pagare l’intera pigione. Denaro che il padrone di casa voleva invece incassare essendo dovuto. L’evaso è ancora in fuga.
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