Terremoto in aula per il caso Uva A processo carabinieri e poliziotti

Terremoto in aula per il caso Uva
A processo carabinieri e poliziotti

Morte di : imputazione coatta per i sei poliziotti e i due carabinieri che trattennero l’artigiano nella caserma di via Saffi nella notte tra il 13 e il 14 giugno 2008.

Tutti e otto gli esponenti delle forze dell’ordine andranno a processo con capi di imputazione pesantissimi: omicidio preterintenzionale, arresto illegale e abuso di autorità contro arrestati o detenuti.

Questa la decisione del gip dopo una camera di consiglio durata più di tre ore e un’udienza durata quattro ore dalle 10 alle 16.

«Il vero processo per la morte di Giuseppe comincia ora» ha commentato , la sorella dell’artigiano morto la mattina del 14 giugno dopo essere stato sottoposto a trattamento sanitario coatto e che ha sempre sostenuto come ad uccidere il fratello fossero state le percosse ricevute quella notte in caserma.

Lucia Uva, affiancata dagli avvocati e , ha aggiunto tra le lacrime: «Adesso voglio un nuovo pubblico ministero. Sarebbe assurdo che a scrivere il capo di imputazione a carico di poliziotti e carabinieri, a condurre il processo contro di loro, fosse lo stesso che sino ad oggi ha chiesto per queste stesse persone l’archiviazione sostenendone l’estraneità ai fatti». Anselmo ha ribadito: «Finiremo tutti in trincea. Noi abbiamo sempre e solo chiesto di avere giustizia: il procuratore di Varese deve ora, a fronte di quest’ordinanza, prendere un provvedimento necessario a garanzia delle parti civili e assegnare il fascicolo sulla morte di Giuseppe ad un altro pubblico ministero».

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