Milano, 22 gen. (Apcom) – La difesa dei sei dirigenti della
ThyssenKrupp accusati della morte di sette operai nel rogo del 6
dicembre 2007 ha chiesto l’esclusione di sindacati, Comune e
Provincia di Torino, Associazione medicina democratica e una
novantina tra colleghi e parenti delle vittime che si erano
costituiti parte civile. E’ quanto emerso durante l’udienza di
oggi, la seconda, che si è conclusa dopo circa cinque ore nel
Palazzo di Giustizia di Torino. La Corte d’Assise, presieduta da
Maria Iannibelli, si pronuncerà il 4 febbraio. Se la richiesta
dell’azienda dovesse essere accolta sarebbero solo 12 i
lavoratori ammessi, cioè quelli che effettivamente lavoravano
alla linea 5, quella del rogo, e che non hanno firmato il verbale
di conciliazione.
“Il reato contestato non lede alcun loro diritto” spiega Ezio
Audisio, difensore dell’ad della ThyssenKrupp Ast, Harald
Espenhahn, riferendosi alle persone giuridiche. La difesa non si
è invece opposta alla costituzione della Regione Piemonte. Per
quanto riguarda invece le persone fisiche i motivi della
richiesta sono diversi: 67 non andrebbero ammessi perché
firmarono un accordo tombale con l’azienda, altri venti perché in
base agli incarichi ricoperti nel momento della tragedia non
vengono considerati esposti al rischio connesso all’omissione
volontaria di cautele anti-infortunistiche, cioè uno dei reati
contestati. “Lo stabilimento è grande 130mila metri quadrati –
osserva Audisio – mentre la linea 5 è ben più limitata”.
Stesso ragionamento per sette di questi venti che si sono costituiti parte civile anche per l’incendio. Chiesta infine l’esclusione per due parenti delle vittime perché non abbastanza vicini (il convivente della mamma di un infortunato e il cugino di un deceduto). Secondo Roberto Lamacchia, difensore per la Fim-Cisl, non è però più
possibile chiedere l’esclusione per parti già ammesse dal Gup durante l’udienza preliminare. In pratica sindacati, istituzioni e associazione, a suo parere, possono già considerarsi parti civili regolarmente costituite così come 47 dei lavoratori. A questi ultimi si è aggiunta la richiesta di altri 55 colleghi nell’udienza del 15 gennaio e di 1 oggi.
“La Corte – aggiunge Lamacchia – non potrà che confermare le
parti già costituite e speriamo che confermi anche chi ha fatto
richiesta il 15 gennaio”. Durante la prossima udienza verranno
affrontate altre questioni preliminari tra cui alcune eccezioni
di nullità che la difesa ha già preannunciato. Una di queste, già
respinta durante l’udienza preliminare, riguarderà probabilmente
la mancata traduzione in tedesco degli atti. Oggi la Corte ha
anche stabilito il calendario delle prossime udienze, quattordici
dal 4 febbraio al 7 aprile.
Asa
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