Tornano i forconi Renzi è nel mirino

Tornano i forconi
Renzi è nel mirino

I “forconi” tornano alla riscossa. Questa volta, nel mirino del Movimento 9 dicembre  la sede provinciale del Pd, dove una delegazione di manifestanti ha letto e consegnato una lettera indirizzata a Matteo Renzi, a Gianni Macchi, membro della segerteria provinciale del partito. 

Al centro delle motivazioni che hanno spinto tutti gli aderenti al movimento a presidiare le sedi principali del Partito Democratico, l’elezione di Renzi a Premier. «Quello di Renzi è il terzo governo che viene nominato senza essere eletto dal popolo». Nella lettera, infatti, il movimento ricorda al nuovo Primo ministro che «aveva assicurato che non sarebbe mai andato al Governo senza elezioni». 

I manifestanti sottolineano come il Paese abbia la necessità di una “svolta radicale”. E proprio per questo, il movimento chiede a Renzi che nei primi cento giorni, il suo governo adotti sette punti. Dalla necessità di un piano nazionale contro il dissesto idrogeologico, al piano d’assunzione nei settori pubblici sotto organico, quali Sanità e Scuola, dall’istituzione del reddito minimo garantito di 700 euro mensili ai sei milioni di disoccupati e adeguando le pensioni di chi

è sotto questa soglia, alla riduzione della metà delle tasse antipopolari, come l’Iva, la tassa sulla prima casa e la Tares, dal congelamento delle cartelle di Equitalia per chi è in difficoltà economica, al blocco di tutte le esecuzioni forzate, all’impignorabilità della prima casa e degli strumenti di lavoro, dalla promozione del piano per la protezione dell’agricoltura nazionale all’istituzione di una Banca pubblica nazionale per erogare crediti alle piccole imprese artigiane, industriali e dei servizi.

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