Sono arrivate nel 2010 anche a Varese e promettevano meraviglie per la disinfestazione delle zanzare.
Alla terza estate di vita, però, è ancora difficile dire se le bat box abbiano mantenuto le promesse. «Di sicuro – dice , ricercatrice all’università dell’Insubria e coordinatrice del gruppo nazionale di ricerca sui chirotteri – hanno raggiunto l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione nei riguardi dei pipistrelli».
Le casette di legno pensate per i chirotteri sono state regalate dalla Lipu al comune di Varese, che ne ha posizionate quattordici, seguendo le istruzioni date dagli esperti, nei Giardini estensi, a Villa Toeplitz, Villa Baragiola, Castello di Masnago, villa Mylius, Villa Augusta e al parco Zanzi.
A tre anni dall’installazione, però, non c’è ancora un report del reale appeal che le bat box hanno sui pipistrelli. Quindi è impossibile capire quanto abbiano mantenuto la promessa di aiutare la lotta alle zanzare, perché questo era lo scopo delle bat box che il Comune, ma anche molti varesini, hanno installato negli spazi aperti.
«Non riusciamo a monitorarle – dice, il responsabile dell’ufficio Verde Pubblico di Varese – se non empiricamente. Ce n’è una proprio di fronte al mio ufficio, in via Copelli: qui non ho mai visto segni della presenza di questi animali. Un vero peccato». Già, perché un pipistrello mangia solo insetti, e arriva a divorare anche tremila zanzare a sera. «A Varese i pipistrellici sono – spiega Cardani – soprattutto nella zona del lago, quella più ricca delle zone umide, dove gli insetti si moltiplicano».
Anche il Campo dei Fiori è una zona molto amata dai chirotteri, per i prati e per le grotte, come spiega Spada: «La bat box può essere ospitale per alcune delle diciassette specie di pipistrelli presenti sul nostro territorio, quelli che amano gli spazi chiusi e fanno meno fatica a convivere con l’uomo. In più i pipistrelli, una volta usciti dal letargo, non sempre sono stanziali. Quindi è possibile che una bat box venga occupata per qualche tempo, ma senza controlli assidui non ce ne accorgiamo».
© riproduzione riservata













