Tre forti botti e poi le fiamme Incendio doloso al Circolino

Tre forti botti e poi le fiamme Incendio doloso al Circolino

VARESE Tre forti esplosioni, poi le fiamme. Nella notte fra Pasqua e il lunedì dell’Angelo, ignoti hanno appiccato un incendio all’ingresso del Circolino di Capolago in via Fe’, nel cuore del piccolo borgo. Un locale che è storico luogo di ritrovo per i residenti. Tutto è accaduto in un attimo.

Anche i vicini, vedendo la rapidità con cui si stavano propagando le fiamme davanti all’ingresso della Cooperativa, hanno dato subito l’allarme chiamando in soccorso i vigili del fuoco. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito durante l’incendio anche grazie alla prontezza dei titolari del Circolino che, senza farsi prendere dal panico, sono intervenuti per primi con gli estintori. Insomma, un odioso episodio, una grande paura ma il peggio è stato scongiurato. Anche se ovviamente quanto accaduto ha rovinato il week end pasquale ai gestori del locale che pure abitano al piano superiore del locale.

I danni, seppur limitati, hanno interessato parte della facciata dell’edificio. Tra le fiamme sono andati persi un tavolino e due panchine in plastica, oltre alla tenda parasole. Ma ad impensierire di più Patrizia Coniglio, gestore del Circolino Cooperativa, è quella scritta, molto simile ad una firma, lasciata sul muro. Ma andiamo con ordine. «Era circa l’una di notte quando siamo stati svegliati da tre forti esplosioni, l’ultima delle quali davvero micidiale – ha raccontato la titolare che al momento del fatto dormiva al primo piano dello stesso edificio -. Allora abbiamo aperto la finestra della camera e abbiamo visto le fiamme davanti alle nostre facce. E’ stato spaventoso».

La signora Patrizia, insieme al compagno, ha mantenuto i nervi saldi e, dopo aver allertato i pompieri, è riuscita persino a circoscrivere le fiamme. Al resto hanno pensato i vigili del fuoco arrivati immediatamente sul posto. «Non avrei mai potuto immaginare una cosa del genere – ha raccontato la titolare -. A giugno sono due anni che siamo qui e non è mai capitato nulla di strano. Nessun fatto insolito, mai nessun problema». A preoccupare seriamente Patrizia Coniglio sono i motivi che possano aver spinto ad usare qualcosa di molto simile alle molotov: «Non so davvero cosa ipotizzare e questo mi spaventa abbastanza – continua la titolare -. Conosciamo praticamente tutti i nostri clienti, qui a Capolago ci conosciamo un po’ tutti. Chissà se la scritta lasciata sul muro può essere interpretata come una firma?»

La signora si riferisce ad una scritta lasciata proprio sulla facciata del Circolino. In nero, sul muro azzurro dell’edificio, si legge: “Capo”. La firma dell’autore del gesto? O forse un messaggio in codice? Ancora presto per saperlo ma i carabinieri hanno già avviato le indagini. Decifrare la scritta non è semplice, perlomeno a prima vista non sembra aveer alcun riscontro la possibilità di una pista politica. Tra le tante ipotesi anche quella dell’intimidazione a scopo di estorsione: «Ci hanno chiesto se in passato abbiamo mai avuto richieste di pizzo. Fortunatamente no».

Ma le idee della signora Patrizia sembrano chiare: «Non sono cose per me concepibili – ha commentato -. Se le indagini dovessero mai portare in questa direzione non ci penserei due volte a chiudere il locale e cercare altro».

Benedetta Magistrali

e.marletta

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google