Tuffi più sicuriMa non a Varese

Tuffi più sicuriMa non a Varese

VARESE Al via la corsa alle spiagge lacuali: quest’anno ben tredici hanno ottenuto il bollino verde per la balneabilità tra Varese e provincia. Anzi, togliamo pure Varese. Il lago che bagna le rive del capoluogo come prevedibile è contornato da un eloquente quanto prevedibile anello rosso. A dirci tutto questo è il risultato dei prelievi fatti e analizzati dall’Asl in diversi punti di balneazione, toccati dai fiumi oppure dai laghi, nei comuni che hanno dato il consenso a procedere con il monitoraggio.

Incoraggiante l’esito per questa stagione: sui 41 comuni considerati, tra quelli in corso di monitoraggio, quelli non balneabili e quelli che non hanno acconsentito al controllo, spiccano alcuni lidi nei paesi affacciati sul lago Maggiore, di Monate e di Comabbio. Bene dunque il lido di Zenna a Pino lago Maggiore, il lido Windsurf di Tronzano, il Ronco delle Monache e il lido di Maccagno, la spiaggia di fronte al comune di Brezzo di Bedero, il lido II e quello delle 5 Arcate a Castelveccana, il lido Euratom di Ispra, il Caravalle di Ranco, la spiaggia comunale di Osmate-Lentate, il campeggio di Comabbio, via Marcobi a Travedona Monate e la spiaggia comunale di Mercallo.
Stupisce piuttosto confrontare il risultato attuale con la situazione che si registrava appena l’anno scorso, quando sul totale dei punti di balneazione sottoposti ai controlli soltanto quattro avevano dato esito positivo per la fruizione da parte dei bagnanti. Si trattava del Lido di Zenna a Pino Lago Maggiore, che viene classificato adeguato anche oggi, così come il Lido e il Ronco delle Monache a Maccagno, la spiaggia di fronte al comune di Brezzo di Bedero e la spiaggia comunale di Osmate-Lentate. Le spiagge che invece non erano balneabili un anno fa ma lo sono diventate oggi sono il Lido Windsurf di Tronzano, la spiaggia delle 5 Arcate e il Lido II di Castelveccana, il Lido Euratom di Ispra e la spiaggia in località Caravalle a Ranco; infine, era vietata solo temporaneamente la balneazione alla spiaggia comunale di Mercallo e su quella del campeggio a Comabbio.

A ben guardare, sull’elenco dell’Asl non solo le zone elencate con bollino verde risultano balneabili, nonostante qualcuna l’anno scorso soffrisse del divieto assoluto di sguazzare nell’acqua, ma oggi sono addirittura classificate di livello “eccellente”. Il misterioso risanamento però non dipende dalla qualità effettiva dell’acqua, ma dai nuovi parametri con cui l’Asl la classifica. Secondo i nuovi parametri infatti per definire una spiaggia balneabile si devono considerare soltanto due voci di base, la presenza dell’escherichia coli e degli enterococchi, le uniche cioè che possono nuocere alla salute umana. Sono queste le imposizioni dettate dalla

direttiva europea sulla classificazione delle acque costiere e recepita in Italia dal decreto 116/2008. Perché una data località risulti a tutti gli effetti balneabile dovrà avere quattro anni consecutivi monitorati da almeno 16 prelievi, e tutti entro i limiti consentiti. Ecco spiegato perché al momento sono solo tredici a vantare il bollino verde, mentre il resto della costa sul lago Maggiore rimane colorata di giallo: i comuni che hanno iniziato i controlli dall’anno scorso o da quest’anno potranno ottenere il via libera a tutti gli effetti solo tra tre o quattro anni. Francesca Manfredi

s.bartolini

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