Tumori al polmone da smog Varese da 13 anni sotto esame

Tumori al polmone da smog 
Varese da 13 anni sotto esame

Correlazione tra l’inquinamento e il tumore ai polmoni, c’è anche Varese tra le città europee coinvolte nello studio Lancet oncology pubblicato martedì scorso.

La Città Giardino è stata scelta dai ricercatori insieme ad altre realtà italiane, come Torino e Roma. «Una decisione», spiega , direttore della struttura complessa di Epidemiologia e prevenzione della Fondazione Irccs-Istituto nazionale dei tumori nonché uno degli studiosi coinvolti nel progetto, «legata al fatto che il primo registro delle patologie oncologiche è stato realizzato a Varese».

A disposizione dei ricercatori c’era insomma una mole maggiore di dati statistici. In particolare, per quanto riguarda il capoluogo, l’attenzione degli studiosi si è concentrata sugli ossidi di azoto.

E la buona notizia è che per questo inquinante i livelli nell’aria alle pendici del Sacro Monte «non sono risultati essere a rischio per l’insorgenza del carcinoma al polmone».

Un sospiro di sollievo che viene subito soffocato dai numeri legati alle polveri sottili. Secondo lo studio, ogni 10 microgrammi per metro cubo di Pm10 e Pm2,5, la possibilità di generare un tumore al polmone cresce del 22 per cento. «A Varese la situazione è identica a quella della pianura padana, dove c’è un alto inquinamento», spiega Krogh.

A Torino lo studio parla di una concentrazione media di 46 microgrammi al metro cubo, che diventano 36 a Roma. La Città Giardino, cosi fanno sapere dall’Agenzia regionale per l’ambiente, è più o meno sugli stessi livelli della capitale: 32 il dato medio annuo del 2012, 35 quello dell’anno precedente. Nell’ultimo decennio il dato peggiore è quello del 2005, con una media di 38 microgrammi per metro cubo di Pm 10.

Fa impressione il numero di giornate che vede il superamento della soglia di attenzione, che secondo le prescrizioni comunitarie possono essere al massimo 35 in un anno. Una prescrizione che il capoluogo ha rispettato solo nel 2004 e nel 2008.

In totale negli ultimi nove anni il limite è stato superato per ben 444 giorni. Significa che almeno un giorno alla settimana nell’aria varesina c’era una concentrazione eccessiva di polveri sottili. «I dati di Varese», commenta Krogh, «sono elevati se comparati a quelli di altre grandi città europee».

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