VARESE «Cacciatori in cattedra». Luca Daniel Ferrazzi, assessore regionale all’agricoltura, al De Filippi per la Conferenza Regionale della Caccia, ha annunciato «percorsi scolastici per far conoscere la fauna agli studenti». Le lezioni, tenute anche da cacciatori, con dvd curati dalla Regione, non saranno finalizzate a promuovere l’attività venatoria, ma ad avvicinare i ragazzi alla natura, parlando anche del ruolo che riveste la caccia nella gestione del territorio. Nelle scuole della nostra provincia si è già fatto qualcosa di simile a Luino, al Brinzio e a Cuveglio. «I bambini che dimostrano più interesse sono quelli di terza o quarta elementare» racconta Alvaro Reggiori, rappresentante provinciale ambito territoriale caccia 1. «Di contro, vedo da parte degli insegnanti poca preparazione su questi temi». Durante le lezioni viene insegnato come riconoscere le impronte degli ungulati, il canto degli uccelli, la pelle dei serpenti, i luoghi favoriti per la nidificazione. C’è spazio anche per raccontare leggende contadine e aneddoti sulla cattura delle furbissime volpi. Ma come si fa a parlare di caccia a bambini tanto piccoli? «Io utilizzo un paragone» spiega Reggiori. «Cacciare è come potare una pianta. Tagliando i rami diventa più bella
e in salute. Lo stesso si verifica nell’ambiente con il prelievo commisurato di animali».Il percorso didattico potrebbe anche includere escursioni nei boschi. Ovviamente, non si insegna a sparare. Recentemente, però, il mondo venatorio ha proposto di abbassare a 16 anni l’età per prendere la licenza di caccia, «una proposta che continuiamo a sostenere, perché consente ai ragazzi di seguire i genitori e impratichirsi con loro» spiega Luigi Roi, presidente provinciale di Federcaccia. Alle casse della Regione, ogni anno, arrivano 5milioni e mezzo di euro per le licenze di caccia, per un totale di 82mila cacciatori, di cui 3500 nella provincia. Nel settore venatorio c’è poco cambio generazionale, ma i cacciatori negano che l’attività nelle scuole sia finalizzata a cercare nuove leve. Al convegno di ieri era presente Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia: «Siamo disposti a collaborare con i cacciatori per la conservazione del territorio a patto che agiscano nella legalità. Troppo spesso si accusa la fauna di essere dannosa per l’agricoltura, ma ci si dimentica che sono stati proprio i cacciatori a ripopolare in modo dannoso. Nel nostro territorio, per esempio, ciò è avvenuto con i cinghiali».
s.bartolini
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