Tutto esaurito da Masnago alle stazioni: «Si legge meglio»

Il primo giorno del nuovo formato Abbiamo chiesto ai nostri edicolanti come è andata. «Bella come una Venere tascabile e buona nello sposare i problemi della diversità. Avanti così»

Una prima da tutto esaurito: è stato questo il responso delle edicole della città di Varese. Da nord a sud, da est a ovest La Provincia in formato tabloid, il nostro “diversamente” giornale che ha visto la luce ieri, ha catturato l’attenzione dei lettori.

Noi, in tarda mattinata, ci siamo messi in marcia alla scoperta delle prime reazioni, dei commenti a caldo di lettori ed edicolanti e, perché no, anche delle critiche. In fondo un cambiamento è per sua stessa natura un’incrinatura della sempre comoda abitudine e quindi un rischio: consapevoli di questo, ogni parere è stato annotato sul nostro taccuino, con l’obbiettivo di riportarvelo oggi.
Nell’impossibilità di visitare le generalità dei venditori (il tempo è, purtroppo, tiranno), abbiamo pescato sei edicole in zone diverse di Varese: ecco cosa abbiamo trovato. La prime due tappe sono state in viale Borri, periferia pulsante della Città Giardino. Siamo in primis andati da , che insieme al cognato gestisce il chiosco davanti alla chiesa dei frati: «Copie vendute al 70% – ci comunica – E grande sorpresa di alcuni lettori: «Come mai è più piccola?» mi hanno chiesto. Direi che siete andati come al solito, forse un pochino meglio». Seconda tappa: l’edicola di , sempre in viale Borri. «Non ho ricevuto particolari commenti – afferma – Molti hanno preso una copia come fanno sempre, senza fare caso al formato più piccolo. Penso che si siano accorti del cambiamento solo all’apertura del giornale e ritengo che debba passare un po’ di tempo per avere qualche responso in più sul gradimento».

Non ci accontentiamo e ci dirigiamo altrove, con destinazione uno degli ultimi chioschi superstiti nel centro città: l’edicola di piazzale Kennedy. Ci accoglie il sorriso della signora : «Esaurita! – ci sorprende raggiante – Ho dovuto togliere le locandine dall’esterno perché la gente continuava a chiederla: un vostro lettore abituale è arrivato tardi, non ha trovato la “sua” Provincia e c’è quasi rimasto male». e Anna Maria ci riportano anche alcune reazioni: «Una signora era contenta di trovare il formato più piccolo perché lo considera più maneggevole. E una ragazza ha esclamato: “Mi piace, sarà più comoda da leggere in treno”».
Andiamo in via Manin e ci tira le orecchie: «Complice il vostro concorso “Vota la tua pizza” e l’uscita del nuovo formato tutte le copie sono andate esaurite in pochissimo tempo – attacca l’edicolante – Non potevate avvisarmi che raddoppiavo la dose?». Con il dispiacere per i clienti affezionati restati all’asciutto, andiamo da , edicola di via Crispi: «C’è qui solo una copia che teniamo via per un abbonato – afferma – Le altre si sono volatilizzate in tre ore. Una persona è rimasta basita per non aver trovato il suo “solito” giornale: ma come mai avete cambiato? E i caratteri non sono un po’ troppo piccoli?». Pazientemente le spieghiamo le ragioni del cambiamento, che i caratteri sono più grandi e non più piccoli, poi la salutiamo e raggiungiamo via Sanvito Silvestro: anche qui scaffali vuoti, almeno quelli che normalmente ospitano il nostro giornale. «Una signora si è incuriosita per il titolo “Piscinin, brut e catìv”, ha riso e l’ha comprata. Altri non hanno trovato nulla e sono andati via dispiaciuti – ci ammonisce la titolare , con il marito – Dovevate fare più copie. Ricordatevi: La Provincia di Varese è amatissima dai nostri clienti».n