VARESE Le polveri sottili continuano a salire e in tutta la provincia di Varese la situazione si fa sempre più critica. Ma per il momento, nessun provvedimento di emergenza è stato preso dalle amministrazioni locali, che aspettano indicazioni dalla Regione.L’allarme però, tra condizioni atmosferiche sfavorevoli, traffico e riscaldamenti a pieno regime, si fa davvero serio, non solo a Milano. A Varese la rilevazione della centralina di via Copelli di lunedì fa segnare il nuovo record della concentrazione giornaliera di Pm10 da inizio
anno: 92 microgrammi per metro cubo, quando il limite per la protezione della salute umana è 50 µg/m3. Arriva così il decimo superamento da inizio gennaio, praticamente un terzo di quelli consentiti in tutto l’anno (35). Va peggio a Busto Arsizio, dove la centralina Accam segna 94 µg/m3, quasi da record (ma il 12 gennaio si sono toccati i 113 µg/m3), con valori oltre la soglia da 15 giorni. Più di dieci giorni al di là dei limiti, anche a Gallarate e Saronno.
Al momento, non si segnalano ancora interventi locali per contrastare l’emergenza, anche se il comune di Varese si sta attivando per un tavolo di coordinamento con i comuni limitrofi. Intanto Legambiente torna a chiedere un «Piano Aria», con tutte le amministrazioni locali interessate, ma anche con Provincia e Arpa. Mentre Gianluca Bertoni di MeteoVarese critica l’immobilismo e parla di «problema sottovalutato» di fronte ai gravi rischi per la salute, auspicando provvedimenti che riducano il numero di auto in strada o la velocità di percorrenza (come quello preso in Ticino): «Volenti o nolenti, i provvedimenti sul traffico servono – dice Bertoni – Se dieci macchine inquinano 10, cinque macchine inquinano la metà, o forse anche meno se il traffico è più scorrevole. Ma anche i provvedimenti sulla limitazione della velocità portano vantaggi: le nostre auto non sono ottimizzate per viaggiare a basse e alte velocità e inquinano meno a velocità intorno ai 70-100 km/h».
L’assessore alla tutela ambientale della Provincia, Luca Marsico sottolinea la disponibilità di Villa Recalcati «a sedersi a un tavolo con i comuni per discutere strategie unitarie ed eventualmente interventi di emergenza come blocchi o targhe alterne, se basati su un approccio scientifico al problema. Ma sulla questione, necessariamente, ci deve essere una regia regionale: la questione è nell’agenda di Formigoni». Il consigliere regionale della Lega, Luciana Ruffinelli, rimarca invece come «ora si chiede una decisione della Regione. Ma più che un blocco del traffico, sarebbe auspicabile anche in provincia di Varese, come già proposto da Matteo Salvini a Milano, un ricorso alle targhe alterne, che creano meno problemi alle famiglie. Interventi che non fanno piacere agli automobilisti, ma la salute prima di tutto». Per Stefano Tosi, consigliere regionale del Pd «la situazione attuale, con il Pm10 che continua a salire, dimostra il fallimento totale degli interventi portati avanti dalla Regione per la qualità dell’aria in Lombardia».
Piero Orlando
e.marletta
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